Jovanotti in copertina su Rolling Stone

Jovanotti è il protagonista del nuovo numero di Rolling Stone, in edicola da domani 9 luglio.

Il mensile pubblica la lunga intervista che il direttore Massimo Coppola ha fatto a Lorenzo nella sua residenza di New York, poco prima dell’inizio del tour negli stadi.

Il “ragazzo fortunato” si è raccontato a Massimo Coppola a cominciare dai ricordi del liceo – «Ero uno sfigato e la bella della scuola non me la sono mai fatta, però non era un problema. Mi ero innamorato della musica. Non ho avuto l’adolescenza, come i calciatori. I calciatori non hanno avuto un’adolescenza. Non avevo bisogno di farmi accettare dagli altri, la musica era il mio mondo» – e rivelando anche il suo rapporto con i momenti difficili e le fragilità: «Io vivo costantemente in una condizione di fragilità, è il fiume che scorre sotto terra no? Mia moglie mi dice sempre: non ti godi mai un cazzo. Vivo costantemente con questa sensazione di essere sempre un po’ inadeguato, sempre un po’ al di sotto delle mie aspettative».

Jovanotti ha sempre le idee chiare sullo stato dell’arte: «In Italia non sappiamo cosa sia il pop, l’abbiamo rifiutato, e quindi siamo indietro di 100 anni rispetto a tutto il resto del mondo. Adesso rivalutiamo pezzi come Gloria di Tozzi, ma io già li amavo. È un pezzo che ha già dentro tutto quello che poi a me è piaciuto della musica». E sul mondo dei rapper e dell’hip hop in Italia l’analisi è originale: «Manca un’industria. Manca il manager, mancano i rompicoglioni, mancano i Cecchetto. Perché un artista da solo non può fare niente. Manca il Vaticano, rispetto agli artisti ai quali dava le committenze, no? Pensa al Caravaggio, avrebbe dipinto solo prostitute senza mascherarle da madonne… e questo forse avrebbe tolto quel mistero che ancora ci emoziona».

Il video dell’intervista è già stato trasmesso dal sito di Rolling Stone e può essere rivisto qui