“E non hai visto ancora niente” su SkyUno

Va in onda questa sera alle 20:20 su SkyUno il mini documentario “E non hai visto ancora niente”, uno speciale realizzato durante i giorni delle prove di‪#‎lorenzoneglistadi2015‬. Una lunga intervista in cui Lorenzo parla dell’album, il tour, il rapporto con i fan, con la vita e con la musica.


Queste le date in cui il documentario andrà in onda:

SKY UNO HD
venerdì 20.20
repliche:
sabato 16 ore 16:50
mercoledì 20 ore 24:00
venerdì 22 ore 23:00

Sky Arte HD
venerdì 20.20
repliche:
sabato 16 ore 15:00 / 00:45
domenica 17 ore 18:00
lunedì 18 ore 3:15
martedì 19 ore 13:30
giovedì 21 ore 20:00
sabato 23 ore 7:45 / 3:15

Su Sky On demand, SKY GO e SKY ONLINE: sale il 15 maggio alle 20:20 e scade il 31/12/2015
Su Push VOD (scelti per voi) : sale il 15 maggio alle 20:20 e scade il 20/05/2015

Su Cielo:
27 maggio a mezzanotte (dopo la finale di Top DJ)

Questa l’intervista (fonte: sky.it)

Lorenzo trenta canzoni e decine di emoticon.
Divertente vero? Mi è capitato di stare un po’ di giorni in ospedale per una polmonite e solo poco tempo prima mi dicevano che bisognava uscire con un disco e tutto era pronto per tornare negli stadi.
E lei come ha reagito?
In una decina di giorni mi hanno rimesso in sesto e la prima cosa che ho fatto è stata chiamare i miei musicisti a Cortona e iniziare a lavorare al disco.
Difficile?
Ha presente le montagne russe? Si sale e si scende, poi si rallenta, si riparte: io contraddistinguo i vari periodi con gli emoticon.
Perché?
Sono i geroglifici della nostra epoca. Se un romanziere scrivesse un romanzo con gli emoticon potrebbe creare qualcosa di interessante.
Trenta canzoni è un lavoro di altri tempi.
Il mio traguardo sarebbe farne dieci, quello sarebbe un progetto ambizioso. Ma sa qual è il problema?
No.
Non riesco a tenere lì i pezzi, quando sono finiti vanno buttati fuori. Questo per me è più un cloud che un disco, una nuvola dalla quale piove musica. In futuro vorrei sviluppare l’idea di far uscire un singolo a settimana: è uno streaming delle emozioni.
Ci ha pensato a tagliare qualche brano?
Certo ma il disco mi piaceva e ogni tentativo di ridurlo portava sbilanciamenti.
Si avvicina il ritorno negli stadi.
Trovarsi di fronte a tutta quella gente per un essere umano non è una esperienza comune. Sono gonfio di gratitudine per i mei fan, voglio portarli in un immaginario vitale.
La parola suonare la illumina.
Tra il disco e le prove per gli stadi (si comincia il 20 giugno da Ancona, ndr) ci siamo divertiti e io mi sono ripreso la musica. Non ho una gavetta live, nasco deejay. Suonare con i monitor è una esperienza che ho provato dopo i 40 anni.
Lorenzo 2015 cc lo ha lavorato nello studio Electric Lady costruito nel 1968 da Hendrix. Cosa è successo?
Quando hai vicino Marc Ronson, sotto gli U2 che provano ed entra Katy Perry a registrare una voce ti senti piccolo. Ma io ero lì per fare un disco importante: e lo sentivo.
Cosa è oggi un cantautore?
E’ chi scrive le canzoni e le canta. Non ha più valenza politica.
Perché la pettorina da motociclista sulla cover?
Manifesta la nostra fragilità, il mistico è nudo.
Scusi?
Se ricordate le fotografie John Lennon era nudo all’apice della sua carriera, era una divinità. Io mi metto la protezione perché ho 48 anni e opinioni che cambiano continuamente.
Le basi del disco?
La preposizione “con”: nel nostro mondo ci sono dischi senza musica, gomme senza zucchero, latte senza grasso e ”con” interpreta il nostro tempo e indica dove vogliamo andare. Con cosa e non senza cosa, non cosa togliamo ma cosa aggiungiamo.
In alcune canzoni si respira l’Africa?
Altro vocabolo speciale. Nel disco c’è più Africa che in passato. Ci sono, come ospiti, Bombino che porta alle radici del blues e Manu Dibango che è un bambino di 81 anni, un uomo laureato in filosofia che ha precorso i tempi: nel 1974 esce Soul makossa e germoglia la disco music che poi esplode nel 1976/77 con La febbre del sabato sera.
Sente pressione intorno a sè?
Eccome. E’ la prima volta che mentre lavoravo al disco già erano annunciati i concerti.
Cosa è la libertà?
E’ quanto di più mutevole e granitico. Io ho lavorato intorno al sentimento della libertà. Il disco può avere tanti difetti, alcuni potrei anche enunciarli io, ma resta un disco libero. Istintivo e molto libero.
La vita?
Per me è lo stimolo a cantare canzoni che rendano migliore una giornata.
La sua band preferita?
I Beastie Boys, i preferiti di sempre. E’ per loro che ho voluto fare questo mestiere.
Il Rock’n’roll?
Va amato anche con i suoi difetti e deve essere istintivo. E’ quello stato d’animo che ti fa sembrare Roma…Kansas City. Il rock’n’roll trasforma.