Testa di basso – Presentazione di Jovanotti

In un lungo post su facebook, Jovanotti presenta il libro “Testa di basso” di Saturnino

E’ uscito il libro TESTA DI BASSO, le avventure di Saturnino, per la casa editrice Salani, quella di Harry Potter, per intenderci. Trattandosi di un altro mago mi pare giusto. Storie di babbani e di ippogrifi sonori, di lord voldemort travestiti da musicisti tenebrosi e di Silente con la faccia di Sting. Le avventure di Saturnino, Satu per noi della band, Nino per i suoi genitori e amici di infanzia, egr. sig. Celani per equitalia e Satullo Satino Sarchiapino Sat a seconda delle occasioni per me la mia famiglia e pochi amici intimi.
Saturnino ha attraversato come un satellite luminoso la mia rotta musicale condizionandola molto, essendo lui presente nella mia musica tanto quanto nella mia vita, la nostra musica, la nostra vita. Questo libro è stato scritto con Massimo Poggini, storico giornalista e narratore di vicende musicali, non perchè Satu non sappia la grammatica (non ci metterei comunque la mano sul fuoco, non la metterei nemmeno per me, sia chiaro) , ma perchè conoscendolo posso dire che lui offre il meglio di se quando ha uno sparring partner di livello, proprio come i corpi celesti, da cui il suo nome di battesimo. Uno pensa che un pianeta stia lì a fluttuare nel cielo indipendente e invece ha bisogno di una stella intorno alla quale girare, di altri pianeti a bilanciare la sua orbita, il suo equilibrio è una risultante, e qui finiscono le mie conoscenze di astronomia.
Pensavo di sapere tutto anche del mio Satu, e invece leggendo il libro sono rimasto sorpreso, è una bella lettura, divertente e a tratti emozionante, racconta una storia di provincia italiana, di fortuna e impegno, di caso e necessità, una storia di successo e di succedere. Se siete affezionati alla mia/nostra musica in questo libro troverete racconti inediti da un’angolatura che non è la mia, ma è quella di lui che è nei paraggi da 25 anni, in studio, sul palco, e nei momenti importanti della vita, nonchè in quelli benedetti dal puro cazzeggio, attività santa.
Il libro l’ho preso in mano come per “ripassare” cose che già sapevo e invece ho letto un libro che mi ha tenuto lì fino alla fine, e per questo ve lo consiglio. Ok, non voglio dire che lo inseriranno nei programmi di italiano del liceo classico ma se siete gente curiosa che ama leggere storie di vita e rock’nroll questo libro di Satu fa per voi. E se siete suoi amici, cosa possibile avendone lui migliaia, riconoscerete il vostro amico e le sue manie, la sua ricerca compulsiva dello scherzo e della battuta esplosiva ad ogni costo, un modo di mascherare qualcos’altro, che non vi dirò, scopritelo da soli. Riconoscerete quest’uomo che è una delle persone più musicali che io abbia mai conosciuto, Seguirete con attenzione e un po’ di sana gossipperia il capitolo su Giovanni Allevi, che di Satu è stato compagno di giochi e di scuola e pure di musica, prima di mandare tutto a catafascio, per colpa di chi? rimando al lettore il verdetto, ma il capitolo è divertente e acido come una buccia di arancio spruzzata in un occhio, nell’occhio di Allevi, è chiaro, che però porta gli occhiali quindi è tutto ok.
In Testa Di Basso Saturno racconta la sua vita e fin qui tutto normale, il settore musicale delle librerie trabocca di autobiografie di gente più o meno rilevante, ma come sempre in questi casi la differenza la fa il fatto che è un bel libro, scritto bene, che alla fine dell’ultima pagina mi ha lasciato con qualcosa in più nel cuore e qualche convinzione in meno nel cervello, che è quello che fanno i libri che meritano di essere letti.

qui sotto vi metto la pagina che invece ho scritto io nel mio libro “gratitude” dove racconto Saturno:

Saturnino è il musicista con il quale collaboro in modo costante da più tempo, dal 1990 a essere precisi. Stavo registrando Una Tribu che balla a Milano e mi venne voglia di un assolo di basso elettrico su Libera L’anima che stava nascendo e il proprietario dell AvantGard Studio mi disse di un giovane bassista che era da poco arrivato in città e lui aveva un numero di telefono. Lo rintracciammo nella notte e si presentò quasi subito con il suo sei corde freatless, un basso di solito in dotazione a gente espertissima, che lui non era ancora ma il fatto che si presentasse con uno strumento simile lasciava supporre che voleva fare sul serio.
Registrammo l’assolo, al primo take a andava già bene, è quello che si sente nel disco.
Era fresco di provincia marchigiana con il dialetto tipico di quella parte d’Italia, che mette subito allegria e fa venire in mente le corti del 500. Aveva voglia di entrare presto nel giro dei milanesi. Con me ci impiegò meno di niente, io in quegli anni giravo molto la notte, e quasi sempre andavo a letto con il sole già alto. Diventammo culo e camicia e quello che è venuto fuori è un sodalizio fondato sull’amicizia e sulla passione per la musica. Saturnino ha una musicalità eccezionale, anche senza applicarsi molto allo studio dello strumento riesce sempre ad essere appropriato sorprendente e creativo quando si tratta di mettere un basso o un altro strumento su una canzone e spesso il suo basso su una canzone le ha conferito un carattere. Per questo molte canzoni del mio repertorio portano anche la sua firma, perchè c’è un suo apporto creativo. Abbiamo gusti musicali che si incontrano in un punto ma hanno anche zone che restano ben separate e questo è solo un bene, così resta sempre un filo di tensione emotiva tra di noi quando si suona. Saturnino con me dà il meglio, perchè io lo conosco bene e so che bisogna lasciarlo fare, sperimentare, bisogna dargli spazio ed entrare in relazione con il suo modo di suonare che non è mai da turnista affermato e un po’ scafato ma sempre da Saturnino, uno che ha ricevuto in sorte dalla vita un nome che è tutto un programma.
Il suo apporto è stato ed è ancora oggi molto prezioso nei miei dischi, è un musicista come ce ne sono pochi al mondo. Poi sul palco è uno che ci sa stare proprio bene e quando si tratta di fare scena non ha rivali tra i musicisti italiani e se la gioca anche con molti internazionali, lui riesce a strappare applausi ovunque ne abbia l intenzione. Negli anni le nostre vite hanno preso pieghe un po’ diverse, io ho messo su famiglia, lui ha cambiato più fidanzate che amplificatori e ogni volta con l’intenzione di farne una cosa seria quindi è chiaro che la parte dell’avventuriero della notte l’ho affidata a lui, ma quando si tratta di fare musica e quando capita di passare del tempo insieme si rinnova sempre la stima tra di noi e prima di tutto l’affetto come se fossimo due fratelli. Non è mai mancato nei passaggi importanti della mia vita di questi anni, i più belli e quelli più critici, e questo fa di lui un amico.
Mi ha suggerito il giro di basso di Penso positivo, de L ‘ombelico del mondo, e di io no , un sacco di cose che sono diventate canzoni conosciute, anche il giro armonico di Big Bang arrivato dalle sue mani e ancora oggi so che con lui in studio non si esce mai a mani vuote.