Gli immortali (Unplugged)

Ora che siamo qui.
gli immortali l’ho scritta pensando alle persone che vedo ai miei concerti.
L’ho scritta in un momento in cui mi sentivo addosso tutta la mortalità possibile, inizio giugno 2014, guardavo la cifra nel termometro che finalmente aveva cominciato a scendere e stavo esattamente nel punto centrale e basso tra gli stadi del 2013 e quelli del 2015, ero a casa da solo coi miei 3 cani, a Cortona, non c’erano nemmeno le mie ragazze, e i musicisti sarebbero arrivati dopo qualche settimana di convalescenza per iniziare le sessions del disco nuovo, che ancora era solo una voglia di disco e qualche appunto sparso tra cellulari, computer, foglietti e quaderni.
Ho scritto le tre strofe pensando a tre storie, a quello che vorrei dire magari in mezzo ad un concerto, ora che siamo qui, ora e qui, la solita storia, ora e qui, una mia fissazione. Un grande classico dello stare al mondo: sei in fila da qualche parte hai davanti la signora con il collo di pelliccia e hai dietro un tizio che manda sms e pensi “ora e qui” e senti che sotto alla camicia hai la tuta da avengers, non è vero, ma è vero, è una cazzata, ma non è una cazzata.
Lo penso , anzi lo so, non è un’opinione ma un sapere, che in certi momenti si squarcia il velo e siamo immortali, un fulmine, una crepa, per un attimo, o per sempre, fuori dal tempo e dallo spazio o forse agganciati al tempo e allo spazio come un surfista sull’onda, succede, è così. Succede ai mortali. Succede ai bambini quando giocano, succede agli innamorati, succede in certe epifanie casuali magari guidando in autostrada in un giorno di sole passando di fianco a quei prati dove se ne sta una mucca tranquilla, succede nello sport, succede ai concerti, succede di fronte ad un quadro in un museo, succede salendo le scale di casa di tua madre dove non tornavi da anni, e lei non c’è più eppure quel profumo, il suono dei tuoi passi, succede guardando di sera una finestra accesa al terzo piano immaginando che lì dentro c’è qualcuno che sta per essere contento, succede quando ti metti in gioco, succede in un bacio, succede e basta, succede a tutti, non solo a qualcuno. Succede a chi vive, soprattutto a chi vive. E allora siccome le canzoni devono essere semplici, specialmente le mie, e devono gasarti, specialmente le mie, e devono arrivare al cuore di chi ha cuore, e devono avere qualcosa che non è semplice affatto, qualcosa a cui non si può dare un nome, almeno questo è quello che vorrei, e allora, dicevo, “gli immortali” , eccola qua. La immagino nei concerti e anche la immagino che riesca a trasformare in uno stadio anche una macchina con la radio accesa o una cuffia in testa o uno stereo in camera da letto. E’ il rock’n’roll, “la libertà che c’era sotto ai tavoli da ragazzini” , e ci sarà sempre.
Ora che siamo qui.