Perché Lorenzo non ha fatto flop

Approfondita analisi di Gregorio Paolini (esperto di media, televisione, rete, cultura di massa) sugli ascolti del concerto di Jovanotti trasmesso in prima serata da Rai1, da molte testate definito un flop.

Il concerto di Lorenzo Jovanotti (il montaggio della sua tournée, con il titolo Lorenzo negli stadi) ha raccolto su Raiuno circa 3 milioni di spettatori medi. Secondo qualcuno è stato un flop. Ma in realtà flop non è stato. Perché grazie a Lorenzo Cherubini Raiuno ha rotto l’isolamento rispetto a fasce fondamentali della popolazione attiva (raccogliendo il 17% sui ragazzi dai 15 e i 24 anni, ad esempio, e oltre il 17% tra i laureati. A cui andranno aggiunti tutti quelli che vedranno il programma grazie a rai.tv, dal loro pc o dal loro tablet).

Tutto bene allora? Per moltissimi spettatori di Raiuno l’esperienza, anche solo l’esperienza visiva, delle due ore di Jovanotti sarà stato una specie di shock culturale. In pochi istanti lo zoccolo di Raiuno è passato da un linguaggio televisivo tradizionale, che non ha avuto particolari evoluzioni rispetto alla memoria degli anni ottanta, all’alfabeto post-televisivo proprio della generazione che fruisce il video principalmente sul computer. Da una narrazione tradizionale, spesso basata sulla mistica della diretta (una mistica molto latina e quasi sconosciuta in gran parte del mondo) ad un racconto pieno di ellissi, non solo visive.

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