Paolo Madeddu su Jovanotti

Paolo Madeddu, noto giornalista musicale (Rolling Stone è una delle riviste per cui scrive) dal suo blog www.amargine.it scrive un provocatorio articolo su Lorenzo Jovanotti dal titolo “JOVANOTTI, IL CATTOCOMUNISMO PERÒ PIENO DI, COME DIRE, ENERGIA”

Stasera in tv, su RaiUno (su RaiUno!), probabilmente lo sapete, c’è Jovanotti. E la sua barba. Jovanotti che il suo disco, lo stesso, quello coi successi, è al numero uno a Natale, otto mesi fa, ma anche a Ferragosto, due settimane fa.Jovanotti che è rap ma anche cantautore, che è funky ma anche neomelodico, perché fateci caso, le sue canzoni hanno titoli di una sdolcinatezza basic: “A te”, “Per te”, “Bella”, “Una storia d’amore”, “Innamorato”, “Io ti cercherò”, “Ti sposerò”, “Baciami ancora”, “Amami”, “Tutto l’amore che ho”, “Morirò d’amore”. E che comunque, ha insegnato a Modà e a Negramaro a mettere il tempo che fa nelle canzoni: “Un raggio di sole”, “Un giorno di sole”, “Il sole a mezzogiorno”, “Soleluna”, “Piove”, “Temporale”. Jovanotti che Michele Serra gli diede del cretino integrale, e i lettori di Cuore lo volevano vedere impiccato per le palle, e ora comprano anche loro la raccolta dei suoi successi. Jovanotti che per me il suo disco del 1992 era (ed è) uno spettacolo, ma non meno del secondo, con La mia moto e il basso che pompa, speriamo che la casa, che non si rompa: secondo me era sulla lunghezza d’onda dei Beastie Boys

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Aggiornamento: il giornalista ci scritto per spiegare meglio il senso dell’articolo. Riporto molto volentieri le sue parole, sperando di ospitarlo nuovamente su questo blog.

Grazie per il “noto” 🙂
Solo due cose. Non credo che l’articolo sia “provocatorio”. Ripeto, c’è più musica in un disco qualsiasi di Jovanotti che in tutti i gruppi rock “indie” italiani. Secondo me l’articolo è semplicemente una piccola analisi di un innamoramento che è andato crescendo, per 25 anni. E volevo far notare che è interessante che in tutte le canzoni e interviste metta la parola “energia”.