Assante sul concerto di Jovanotti

Quello di Jovanotti non era un concerto, ma un film di un concerto, trasmesso da RaiUno in prima serata, tanto per certificare il momento straordinariamente fortunato di Lorenzo Cherubini, indubbiamente il numero uno dell’anno in corso (e degli ultimi anni in generale). Diciamo subito che il film è un bel prodotto, ben realizzato e che, forte del concerto di Jovanotti, splendido, scorre via per oltre due ore senza alcuna fatica. Trasportare in tv un concerto come quello di Jovanotti non era facile, trasformare un evento multimediale in una cosa sola, un programma tv, era sotto ogni possibile punto di vista una riduzione. E, ovviamente, inutile negarlo, così è stato. Ma al tempo stesso la scelta di non offrire al pubblico un concerto “freddo”, registrato, incapace di restituire completamente la ricchezza e l’emozione dell’evento dal vivo, ma di realizzare un prodotto ad hoc, che contenesse il concerto ma andasse anche a documentarne la nascita, lo sviluppo, la presentazione, la creazione, è stata certamente la migliore, perché ha evitato equivoci e ha permesso a chi non aveva partecipato agli show di averne un’idea incompleta ma soddisfacente. E la regia di Leandro Manuel Emede e Nicolò Cerioni ha giustamente privilegiato il ritmo, il calore, i sorrisi, l’amore, la vita che esplodevano ogni sera negli stadi, incontenibili.
Il tour negli stadi di Jovanotti è stato certamente il più importante appuntamento musicale dell’anno, e della bellezza del concerto ho già parlato diffusamente, non mi dilungherò dunque in ulteriori complimenti. Ma mi preme sottolineare ancora una volta (oltre ad “Ora”, una delle più belle canzoni italiane mai scritte) la conclusione del concerto, la bellissima, pulsante, travolgente versione di “Penso positivo”, introdotta nel programma tv come nei concerti con parole apparentemente piccole ma cruciali in questo orribile momento della storia italiana, quello che con uno sforzo comune, collettivo, fatto per gli altri quanto per noi stessi, “ce la possiamo fare”. Un bel messaggio nella prima serata di RaiUno.

Articolo completo