Jovanotti, la piazza scoppia: Tremila al concerto del Mix

E’ stato veramente un concerto a casa. Per tremila persone, anzi per tremila amici, tremila concittadino o quasi. Saluta il suo pubblico, Jovanotti , chiacchiera con quelli delle prime file. Dietro il palco c’è sua figlia, la Teresina. Ferma la musica per abbracciare sotto i riflettori il suo amico Popi, un eterno ragazzone amato da tutti qui a Cortona, per quel cromosoma in più che qui è un valore aggiunto, il suo fan più accanito. C’era durante le prove, c’era la sera, sotto il palco, come aveva promesso. “Camucia mi sentite?”.

Forse non sa ancora di quelle seimila persone che sono venute lo stesso anche senza biglietto per ascoltarlo dalla vicina piazza della Repubblica o dai maxischermi, fino a Camucia appunto. Estate, Ti porto via con me, Bella in versione ska, Mezzogiorno. Un occhio alla lavagna dove sono scritti quarantasei titoli e via con la musica per tutta la notte in formazione classica con tanto di pianoforte a coda suonato da Santamecchia. Si canta, si balla, si batte il ritmo, è un’onda di voci e di energia. I muri tremano.

Jovanotti si dimena, balla, parla, si racconta in un elegante vestito nero attillato con papillon e stivaletti argentati. Saluta la gente alle finestre. Ce n’è una chiusa: “Signora che fa guarda Marzullo?” urla col micorofono. “Oh – dice poi rivolto a quelli affacciati – quando vi siete stancati ditemelo. Avete voglia di ballare? Tirate fuori lo stroboscopio come al Tukulka”.

Tutto l’amore che ho in questa Notte di desideri. In platea una cugina, la saluta e chiede “Dov’è lo zio Mario, che mi portava ai ritiri in S.Egidio? Ciao zio questa te la dedico” ed ecco “Storia d’amore” di Celentano.

Si muove come lui, anche lui è un ragazzo fortunato, amato dai cortonesi e che per la sua Teresina canta “Il suonatore Jones”: anch’io l’ho scoperta da bambino e ora l’ho passata a lei.. Ma le dediche non sono finite. “Mio padre – racconta – non mi ha mai detto che le piacevano le mie canzoni. Poi proprio qui in piazza tre anni fa sentì questo brano per la prima volta mi disse che era bella. Te la faccio” è “quando sarò vecchio”. Pezzo raro, difficile sentirla in concerto. Ma questa è una notte speciale, è una notte fantastica, è la notte del più grande spettacolo dopo il big bang.

fonte: la Nazionefotogallery