Jovanotti: “La bella musica è bella e basta”

Ieri sera protagonista nella sua Cortona, in Toscana (con Roberto Saviano sul palco), con la tappa conclusiva del Backup Tour – Lorenzo negli Stadi, Jovanotti ha rilasciato un’intervista al quotidiano La Repubblica. Il cantautore ha provato a spiegare con le parole i tipo di rapporto che di sera in sera riesce a instaurare con il pubblico:

Io sono come mi si vede sul palco, chi sale in scena comunica alla gente quello che è, nell’arte in generale ma soprattutto nella musica. (…) Ci sono artisti che hanno creato questo tipo di rapporto con il pubblico, penso a Adriano Celentano, Gianni Morandi, Bruce Springsteen. C’è un aggettivo che usa Celentano che mi sembra spieghi bene quello che voglio dire: è “forte”. Ecco, Celentano è forte, Springsteen è forte, non è questione di bravura. Mi piacerebbe essere davvero forte.

Jovanotti, che tra mese di un mese vedremo in tv con uno speciale di Rai1 a lui dedicato dal titolo “Lorenzo negli stadi”, ha quindi ammesso che fare pop “mica è così facile”:

I capolavori del pop li hanno fatto i Beatles o i Red Hot Chili Peppers o Rihanna, funzionavano come funziona un cucchiaio. Una bella canzone deve funzionare, se non non serve a niente. Deve assolvere il suo ruolo, anche se è solo quello di farti ballare davanti allo specchio.

Lorenzo, che ha confessato di essere ossessionato dalla “ricerca della frase forte” e della “cosa giusta che ti possa cambiare quando la ascolti”, ha poi spiegato a cosa è dovuta la sua ecletticità:

Sono cresciuto negli Ottanta, non ho partecipato all’Italia degli schieramenti dove se ascoltavi i Bee Gees e la disco eri un fascista e se ascoltavi i cantautori eri di sinistra. Per me non c’è differenza tra i Bee Gees e De Gregori, la bella musica è bella e basta.

Infine, un pensiero sulle difficoltà di casa nostra, sempre però con una ventata di ottimismo e con tanta voglia di fare:

Le possibilità ci sono anche se vieni dall’Italia, nella dance, ad esempio, le star arrivano dalla Svezia o dal nostro Paese. Non è vero che da noi non si possono fare cose belle e nuove, se ce lo ripetiamo non si va da nessuna parte.