Jovanotti torna a casa: baci e rock da Cortona

«Un concerto liberatorio», lo definisce Jovanotti. La liberazione da un anno di lavoro, da un lungo tour che ha riempito gli stadi di mezza Italia con un successo senza precedenti, una macchina da divertimento tenuta in piedi da 300 persone, tanta tecnologia e tanti investimenti. La «liberazione» di Lorenzo è una data extra per 2000 persone nella sua Cortona, nella piazzetta di fronte al teatro Signorelli, per la chiusura del Cortona Mix Festival.

Improvvisazione, ballate, pezzi che non hanno trovato spazio durante l’estenuante Lorenzo negli stadi: una notte di rock‘n’roll, promette. Niente scaletta, niente apparecchiature hi-tech. «Il mixer che abbiamo usato negli stadi non entra in piazza, usiamo la struttura del festival, abbiamo portato solo i nostri strumenti», spiega Jovanotti al mattino. Una data extra aggiunta all’ultimo momento anche per il legame tra il cantante e la cittadina toscana «dove tutto è cominciato», spiega. «Dove ho fatto le mie prime prove da Dj, qui ci sono i miei vecchi, i miei giovani, la mia bicicletta, i cani, i gatti, la casa, la mia famiglia e la mia vita». Un richiamo potente, il richiamo di «una terrà bellissima e una città meravigliosa».

All’inizio, racconta, «ho detto a tutti “non mi coinvolgete, ho altro da fare”. Dovevo andare negli Stati Uniti, poi c’era questo tour importante, non mi sembrava che avrei potuto farcela. Poi la voglia di esserci mi ha spinto a pensarci su, e visto che il festival si chiudeva di domenica vagamente abbiamo pensato di fare qualcosa. E alla fine la possibilità è diventata realtà». Arricchita anche dalla presenza sul palco di Roberto Saviano. Per Lorenzo è anche la data del ritorno dal vivo a Cortona dopo venti anni – l’ultimo concerto da queste parti lo ha tenuto nel 1994 -: «Per quanto io ami viaggiare e tutte le volte non vedo l’ora di partire, ogni volta che torno è un’epifania, mi si apre il cuore e mi rallenta il respiro. Porto in giro quello che sono, più mi allontano e più mi sento cortonese. Ci tengo a dire che quello di oggi non è un regalo che faccio io a Cortona, ma un regalo che ricevo io dalla città e dal pubblico».

fonte: la stampa