Lorenzo Jovanotti, è partito il tour negli stadi

Alle 21:05 parte la musica di Lo chiamavano Trinità di Franco Micalizzi, da poco ripreso da Quentin Tarantino per Django Unchained, e arriva Lorenzo con la band, con tanto di sezione fiati. Il palco è grandissimo, con due lunghe passerelle che arrivano in mezzo al pubblico. Tre gli enormi schermi che accompagnano gli oltre trenta brani in scaletta, con bellissimi visual tra lavori di giovani videomaker, cartoni animati, scene di documentari naturalistici, e con le immagini del corpo di Lorenzo mappato in diretta con un software che ora lo moltiplica all’infinito (Una tribù che balla) e ora lo intreccia e la avvita. Si va avanti e indietro nel tempo, da Non mi annoio a Ora, da Tanto aL’ombelico del mondo (con l’arbitro Collina che sullo schermo dà il via alle danze con il fischietto), alcuni brani riarrangiati (Questa è la mia casa) e altri fedeli all’originale.

Il primo vero boato è per Tensione evolutiva, quando le luci si spengono e si inizia a ballare. Alla fine di Mi fido di te si commuove e inizia un racconto: «Ricordo quando mio padre tornava a casa con la Settimana enigmistica, lui faceva i cruciverba difficili alla fine, mia madre quelli medi ma intanto guardava la tv, era multitasking. Io facevo quello in cui si univano i puntini. Erano gli anni 70, poi negli anni 80 iniziai a cambiare, a unire i puntini come dicevo io. Poi sono arrivati gli anni 90 e poi Internet e una volta sentii Steve Jobs che in discorso diceva “Connect the dots” e io dissi: “Pensa te, proprio come facevo io quando univo i puntini”. Ora quei puntini sono una costellazione, nessuno ci dice dova sta l’1 e dove il 77 e dobbiamo scoprirlo noi. Lo dico perché in una sera come questa non ho più voglia di unire i puntini, possono rimanere così, guardiamo questa costellazione di puntini di stelle. In un disegno ci sono tutti i disegni possibili. Possiamo farne uno nuovo se unendo i puntini non ci piace come è venuto. Possiamo rifarlo ogni notte».
E attacca Gente della notte, da solo con la chitarra. Dopo La notte dei desideri parte un medley sulla notte in cui accenna La notte dei miracoli di Dalla, Certe notti di Ligabue,Una notte in Italia di Fossati, Notte prima degli esami di Venditti e Vecchio frack di Modugno.
I successi proseguono, tutti li conoscono, A teBellaRaggio di sole, su Baciami ancorail coro è enorme, Il più grande spettacolo dopo il big bang è potentissima, Ragazzo fortunato chiude le danze. E alla fine Lorenzo torna sul palco con un completo dorato, un omaggio dichiarato a Elvis Presley della copertina di 50,000,000 Elvis Fans Can’t Be Wrong e inizia l’ultimo ballo con Penso positivo versione house.
Si accendono le luci e la band, contenta, esausta, saluta il pubblico, contento, esausto, mentre va Estate, uno dei brani nuovi contenuti nel greatest hits bestseller, Backup 1987-2012, quello in cui si raccontano 25 anni di una bella storia italiana, andati in scena allo stadio di Ancona con una grande festa.

fonte: xelle.it – leggi l’articolo completo