“Tutti i giorni” – il libro di Francesca Valiani

Francesca Valiani, moglie di Jovanotti, è fotografa da molti anni. Questo è il suo primo libro fotografico uscito per Edizioni Skira.

Descrizione: 20,5 x 25 cm, 224 pagine, 250 colori e b/n, brossura
Anno: 2012

Questa la prefazione ad opera di Lorenzo Jovanotti:

Tutti i giorni una foto. Nei giorni che portano Francesca tra le luci di un mondo in cui lei sta in disparte a guardare, ai giorni in cui la vita rallenta e ci si chiude in casa, a tentare un ordine che non può esserci mai.
Questo libro di Francesca Valiani raccoglie per la prima volta il suo lavoro, dopo tanti anni di pratica costante nel catturare immagini al margine del grande flusso delle cose che accadono incessanti. È un libro poetico e intenso, un breve viaggio lungo le strade e gli incroci della vita di tutti i giorni, a raccontare quelle cose che spesso restano indietro, per distrazione, per troppa fretta, perchè bisogna ripartire subito.
Un libro struggente e vivo, realizzato con il mezzo più semplice e diffuso, un iPhone, che permette però la nascita di una poetica del quotidiano che il lettore scoprirà prezioso e importante.
In questo libro scoprirete cose che conoscete da sempre ma le vedrete per la prima volta, accolte nel loro silenzio originario, strappate alla corrente che tutto trascina via inesorabile, salvate e riconsegnate al respiro del mondo, che è un respiro infinito fatto di piccole boccate d’aria.

Ecco uno stralcio dell’intervista a Francesca Valiani pubblicata su Vanity Fair:

Nella mia famiglia lavorare vuol dire fare il veterinario, il dottore. E così, anche se scatto foto da quando ero ragazzina, non ho mai pensato potesse essere una cosa seria. Le ho sempre fatte per me, come per fermare un pensiero, senza bisogno quasi di farle vedere a nessuno. Poi ci è venuta l’idea di pubblicarne una ogni giorno in un angolino del sito di Lorenzo, la gente mi diceva che erano belle

Questa la risposta alla domanda “Cosa le piace fotografare?”:

Le cose che non cerco, ma che trovo continuamente, soprattutto con l’iPhone, che è come un blocco di appunti su cui puoi segnare qualsiasi cosa. Mi colpiscono le cose lasciate, dimenticate, che conservano una traccia, un ricordo di chi le ha possedute. Di ogni cosa mi visualizzo una storia. Di una carta gettata per strada, in cui vedo il muso di un gatto, immagino chi l’ha buttata. Le persone, almeno nella loro interezza, mi interessano meno perché in un viso mi sembra tutto troppo esplicito. Per questo Lorenzo ho cominciato a fotografarlo alla mia maniera, anche se qualche volta devo dare soddisfazione al suo ego – che non è piccolo – e fargli dei ritratti veri

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