Jovanotti racconta Backup

Jovanotti intervistato dal sito di TV Sorrisi e Canzoni per l’uscita di Backup.Ecco l’estratto dell’intervista in cui parla della raccolta per i 25 anni di carriera e degli inediti contenuti

La raccolta

«Mi sembra che queste canzoni, sentendole di filata, raccontino una cosa semplice, ossia che c’è stato un percorso che non s’è fermato mai. Le cose migliori non sono quelle dell’inizio, ma anche quelle dell’inizio avevano un’energia che si è mantenuta costante. E allora che c’è di meglio per me? L’idea che io sia diventato più bravo a fare questo mestiere senza perdere la componente di entusiasmo è quello che speravo e che mi piace.»

«Ci abbiamo lavorato un anno a questa raccolta, è stato un lavoro quotidiano degli ultimi otto mesi. Maurizio Cattelan e Pierpaolo Ferrari hanno realizzato le immagini interne al libro, Cattelan è un grandissimo artista, siamo amici e mi vuol bene, è venuto in Italia appositamente e abbiamo realizzato queste tre immagini.»

«Volevo che questa raccolta non avesse nulla di nostalgico dentro, ma anzi, una forte vibrazione verso il futuro, doveva essere un progetto vero, dovevamo ridar vita a una musica del passato senza modificarla, infatti le canzoni non sono state risuonate.»

Gli inediti

«Quando siamo entrati in studio a fare le canzoni nuove è stato successivamente alla proposta di fare i concerti negli stadi, così ci siamo detti: “Ragazzi bisogna fare pezzi per gli stadi!”. Mi piacerà montare lo spettacolo dal vivo, sarà uno spettacolo costruito con 25 anni di hit. Le hit? Da “Gimme five” in poi non abbiamo mai mollato l’idea di essere a “Superclassifica show”», il mio desiderio è sempre il Telegattone che annuncia il mio disco.»

«”Tensione evolutiva” l’ho pensata in un formato con gli stop (si ferma e riparte), è un pezzo per un contesto come lo stadio dove vai a pugni e schiaffoni o a carezze, nello stadio funzionano i grandi contrasti non le vie di mezzo. “Tensione evolutiva” l’abbiamo progettata come una moto da corsa più che come una canzone. »

«Per “Ti porto via con me” ho cercato Benny Benassi che è un numero uno, un nome internazionale, gli ho detto: “Mi piacerebbe fare una cosa con te”, ci siamo visti da lui e abbiamo scritto insieme la traccia del pezzo e poi abbiamo fatto un lavoro cercando di andare oltre il lavoro di Benny Benassi, andare oltre la sua base, volevo far mia quella musica, così abbiamo messo i fiati, le chitarre, ed è uscito fuori un pezzo pop.»

«”Estate” è un pezzo con la chitarra e l’ukulele, l’ho scritta a maggio dell’anno scorso, stava iniziando l’estate, è una canzone curativa.»

«”Terra degli uomini” è una canzone che avevo scritto per l’album “Ora”, poi riascoltandolo non mi sembrava un pezzo da album, mi sembrava che non venisse fuori dentro un album, doveva venir fuori da solo: è una canzone molto semplice e qui da sola mi piace, mi emoziona, è una scrittura nuova per me, a un certo punto salto di un ottava sulla voce, non l’ho mai fatto.»

link all’articolo completo: JOVANOTTI RACCONTA «BACKUP» ALLA STAMPA: «IL MIO DESIDERIO È SEMPRE IL TELEGATTONE»