Buon compleanno ORA

Il 25 gennaio del 2011, giusto un anno fa, usciva “Ora” di Jovanotti. Dall’uscita, è l’unico album – non solo italiano – ad essere rimasto costantemente nella Top 20 della classifica di vendita.

“Quando è uscito ‘Ora’ eravamo decisamente molto combattivi. Certo non ci aspettavamo così tanto”.

“E chiaro che uno crede in quello che fa, ed ero contento di ‘Ora’”, dice Lorenzo, tornando all’album. “Ma il disco era comunque una cosa nuova, diversa da quello che avevamo fatto con ‘Safari’. E’ un disco pop. E’ diventato popolare, poi pop vuol dire quello, no? Quando vedi una frase di una tua canzone su uno striscione allo stadio, capisci che è diventata di tutti…”, racconta, riferendosi a “Il più grande spettacolo dopo il big bang”.

In realtà, ci spiega Lorenzo, non è stato quello il momento in cui ha capito la portata del disco: “‘E’ stato quando il mio manager mi ha detto che avremmo riempito il Forum di Assago per quattro sere. Lì ho fatto due conti, e ho pensato alle decine migliaia di persone… E anche quando è uscito il primo singolo, ‘Tutto l’amore che ho’: è andato in testa all’airplay delle radio in 4 ore. Ed era una canzone diversa da quelle che avevo fatto in precedenza, non c’era nessuno strumento suonato…”.

“Ora” ha prodotto anche una sequela di hit: 5 singoli, tutti andati in testa alle graduatorie del Music Control/Nielsen Music. Potrebbe anche essercene un sesto? “Potrebbe: ‘La bella vita”, ‘Megamix’, ‘Quando sarò vecchio”… La casa discografica vorrebbe, ma io preferirei di no. Mi interessa di più andare avanti, voltare pagina”, ci dice.

E il voltare pagina, nel lessico di Lorenzo, significa che i progetti in ballo sono tanti. C’è il concerto con orchestra registrato la scorsa estate a Taormina. “Sarà venduto solo in formato digitale”. ci dice Lorenzo. “E’ venuto benissimo, almeno dal mio punto di vista. E ci siamo posti il problema di come usarlo, se aspettare o pubblicarlo subito. Ho preferito non tenerlo lì perché le cose poi invecchiano, ma non volevo neanche farlo uscire come disco fisico”. E poi ci sarà un disco americano per la ATO Records: “E’ nato tutto al Bonnaroo, dove ho suonato l’anno scorso. E’ un festival enorme ed è un posto frequentato molto dagli addetti ai lavori. E lì che mi hanno notato: la ATO è un’etichetta piccola, di proprietà di Dave Matthews, che ha pubblicato in America anche i Radiohead. Sceglieranno una ventina di canzoni dal mio repertorio, più qualcosa che faremo per l’occasione, forse una collaborazione con un artista americano, ancora in via di definizione”. Infine c’è in ballo una raccolta, che la casa discografica gli chiede da tempo. “Non sono un fanatico delle raccolte, a meno che non siano fatte in un certo modo, con un progetto, ed è quello che farò. Non ho inediti, non ho canzoni nel cassetto. Passerò qualche un mese in studio la prossima estate per incidere qualche canzone nuova. Potrebbero esserci anche delle cover: mi sto divertendo parecchio in studio, facendone”.