Jovanotti a Taormina: un concerto unico e irripetibile

Esistono artisti che riescono a cogliere arte in ogni piccolo gesto, ad ogni pensiero, riuscendo a comunicare il tutto sotto l’espressione che più preferiscono. I cantautori per esempio, quelli lì che riescono a scrivere testi che sono dei veri e propri capolavori, canzoni che sono delle autentiche poesie, capaci di farti emozionare ogni qualvolta decidi di ascoltarle. Uno di questi è Lorenzo Cherubini in arte Jovanotti. Lorenzo è il classico artista per il quale puoi dire “si è creato da solo, facendo tanta, tanta gavetta”. Ne ha fatta di strada il ragazzo fortunato di Cortona, e sabato sera era aTaormina, in concerto. Il suo tour – Ora – ha fatto tappa in uno dei luoghi più belli del mondo, il Teatro Greco Antico. Sia per motivi archeologici che di spazio il concerto non ha potuto avere la stessa struttura del tour, quindi niente megaschermo, passerelle e tonnellate di luci, lo show doveva essere più minimale.

E allora Lorenzo che si inventa? uno show diverso. Chiama il suo amico siciliano, Paolo Buonvino – grande musicista catanese autore tra le piu’ importanti colonne sonore degli ultimi anni come Baciami ancora, Caos calmo, Romanzo Criminale – e gli propone una collaborazione in una serata speciale: lo Jova Strings Party, con l’Orchestra Roma Sinfonietta, dando vita ad un evento unico.

 

Mezz’ora prima dell’inizio Lorenzo scrive su twitter, dandoci appuntamento alle 21.35. E’ puntuale, si abbassano le luci e da un’entrata laterale sbuca Lorenzo che si da in pasto alla folla intonando Sound of Sunshine, è un fuori programma dirà mentre cercherà di svincolarsi da chi cerca di abbracciarlo. Eccolo Lorenzo, che sale sul palco visibilmente emozionato, avvolto dalla simpatia che lo contraddistingue. Il concerto sarà diviso in due parti, primo e secondo tempo, spiega Lorenzo. «Nella prima parte interpreterò 15 brani accompagnato dal maestro Paolo Buonvino e dall’Orchestra Roma Sinfonietta, poi una breve pausa, e nella seconda parte si ballerà», anticipa Lorenzo.

Bella, il brano che apre il concerto, uno dei pezzi più belli che abbia mai scritto, mai interpretata prima d’ora insieme ad un orchestra. Anche il secondo brano è preso dal passato, Serenata Rap, che Lorenzo interpreta con un mazzo di fiori in mano che poi regala a delle ragazze del pubblico. Lorenzo sembra in forma, prima del terzo brano ci regala un monologo: «non fatevi mai dire che non ce la farete mai, che non c’è abbastanza tempo, che non c’è un futuro, è vero c’è la crisi, ma la crisi va sconfitta, dobbiamo lottare per il nostro futuro, e noi siamo qui, Ora». E il terzo brano è proprio quello che dà il titolo al suo ultimo disco, Ora. Il pezzo già bello di suo con l’orchestra acquisisce quel tocco in più, come d’altronde tutti gli altri. Il quarto brano è L’elemento Umano, anche esso tratto dall’ultimo disco, uno dei miei preferiti. Il quinto è forse quello meglio riuscito dal punto di vista orchestrale, Temporale, tratto da Safari e riarrangiato per l’occasione. Spettacolare. Pelle d’oca. A seguire – Dove Ho Visto Te, Piove, La Linea D’ombra.
Uno dei pezzi più belli della serata è stato senza dubbio Le Tasche Piene di Sassi, durante l’esibizione Lorenzo appare visibilmente emozionato. Il decimo brano della scaletta è quello che io definisco uno dei brani più belli della musica leggera italiana che siano mai stati scritti. Sto parlando di A Te. Il pubblico la intona manco fosse l’Ave Maria, l’atmosfera al Teatro Antico di Taormina è magicaIo Ti Cercherò e Per Me sono i pezzi che anticipano uno dei brani più belli (se non il più bello) di Ora, Un’IllusioneLa dedica va alla moglie, con la quale oggi festeggia tre anni di matrimonio. «E’ bello essere sposati», spiega Lorenzo, poi si gira verso il maestro Buonvino domandandogli se è sposato, lui simpaticamente risponde di no, «sposati se ti capita, maestro, sposati, è bello essere sposati.» Gran finale di primo tempo con “Vitti ‘na crozza” al piano con Paolo Buonvino, immancabile omaggio alla Sicilia. Il tempo di alzarci e sgranchirci un po’ le gambe ed eccolo tornare, l’atmosfera è diversa, non c’è più l’orchestra e Lorenzo ha tolto il vestito per una giacca sportiva rossa ed un cappellino, si apre con Tutto l’amore che ho, la gente comincia a ballare e saltellare, qui ci divertiamo, penso, è difatti è così. Non appena parte L’ombelico del mondo il Teatro Antico diventa una gigantesca discoteca, seguita da Il più grande spettacolo dopo il big bang, ed io comincio a perdere la voce e sudare. Lorenzo si toglie la giacca e per niente intimorito dalla folla attraversa il teatro sotto le note di Un ragazzo fortunato. Mentre nel primo tempo regnava un’atmosfera magica, adesso è il delirio. Altrettanto magico. Tornato sul palco Lorenzo richiama l’orchestra e il mastro Buonvino, è il momento di Baciami ancora, dopo i doverosi ringraziamenti e saluti alla prestigiosa Orchestra Roma Sinfonietta. Mezzanotte e venti, il concerto volge al termine,Lorenzo chiude con La Bella Vita dedicando il pezzo alla figlia anch’egli in Sicilia, «perché quando si viene in Sicilia, si viene con tutto il braco», spiega Lorenzo. Il concerto si chiude nel migliore dei modi. Abbandono il Teatro Antico soddisfatto e divertito, consapevole di aver assistito ad un concerto unico e irripetibile di un saggio del suo tempo, Lorenzo Cherubini Jovanotti.

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