Sarzana 14/07/11

Jovanotti infiamma gli 8mila del Luperi

Un’ondata di giovani che si è riversata sulla città dalle prime ore del pomeriggio, in treno, pullman e auto. I primi fans a presentarsi davanti ai cancelli dello stadio già prima delle 17, un’ora prima dell’apertura del cancelli e ben tre ore e mezzo prima dell’inizio del concerto. Hanno attesa con pazienza sotto il sole per accaparrarsi i posti proprio sotto il palco e «gustarsi» lo spettacolo a pochi metri da Jovanotti.
Poi quando Jovanotti si è presentato sul palco si è scatenato l’entusiasmo del pubblico che ha cantato e ballato fino alla fine del concerto.

fonte: La Nazione / fotogallery

 

Jovanotti, adrenalina a piedi nudi

«Lo amo, glielo devo dire. Ti prego fammi entrare». E come si fa a dire di no alle ciglia che sbattono, fuori dai cancelli dello stadio Luperi? Dentro c’è il concerto di Jovanotti, unica tappa ligure del tour “Ora 2011”. In dodicimila a occupare spalti mentre il campo si trasforma in un Festival di Glastonbury in miniatura. E altro che nebbia inglese e stivali anti fango.
Qui si cammina scalzi, improvvisando picnic con panini fatti in casa e aspettando l’inizio dello show. A tre ore dal via già si balla. In aria, bolle di sapone. Tanti striscioni. «A me mi piace Sciova», biascica Francesco, con accento toscano, nella t-shirt colorata. Lì vicino un gruppo di ragazzi sotto cappelli da baseball con la scritta “Jova” in rosso.

Nessuna sorpresa sulla scaletta per i fan che hanno seguito quasi tutto il tour invernale. “Megamix”, “Bella”, “Serenata Rap”, “Le tasche piene di sassi”: album e successi che ripercorrono la lunga marcia dell’ex dj di Cortona.

Fine delle rime e delle albe a fare colazione dopo notti in giro per locali. “Mi chiamo Jovanotti faccio il deejay, non vado mai a dormire prima delle sei” cantava negli anni ’90. «Una crescita artistica maturata viaggiando in giro per il mondo» dice lui. Forse, però, anche con la grave perdita del fratello Umberto, ottobre di quattro anni fa.

A lui, infatti, è dedicata la ballata “A te”, immancabile nei concerti. «Esprimi un desiderio Sarzana, ti ascolto» urla salendo sul palco. La folla va in delirio. Braccia al cielo e flash pronti allo scatto. «Com è l’urlo di Sarzan?» chiede giocando con le parole «tutto bene? Sapete che il sindaco di qui era un allievo alle scuole medie di mia zia? Se non vi piace, prendetevela con lei che era la sua maestra». E sono applausi, ritornelli cantati a squarciagola con un pizzico di commozione. «Soldini, portami con te nell’oceano» grida ancora il Jova, dal palco, salutando il suo amico, il velista Giovanni Soldini, che qui ci vive. Si continua a saltare scalzi sull’erba imitando Jova che sventola la cravatta rossa.

Bambini, famiglie, giovani: tutti insieme a cantare. “Ma questa nostra storia è come musica che non potrà finire mai”: il silenzio mistico di certe canzoni che si confonde con i ritornelli urlati fino a rimanere senza voce. In cielo, la luna illumina le teste dei fan. Sul prato, qualcuno rimane seduto. «Ho portato anche il mio cucciolo vedi?» indica la sua Sissi, Sabina. Vicino a lei, un’amica con tanto di borsetta frigo piena di bibite e torte di verdura.

I bambini si lasciano andare a capriole mentre mamme e papà sono intenti a seguire il ritmo scatenato di “Mezzogiorno”, grande successo del penultimo disco, “Safari”, uscito tre anni fa. E ancora, c’è chi grida i titoli della propria canzone preferita. «“Tutto l’amore che ho”…» si stringe al fidanzato Giulia. “Considerando che l’amore non ha prezzo lo pagherò offrendo tutto l’amore che ho”: non c’è persona che non canti. Dodicimila a intonare il ritornello. Ed è pura magia mentre, fuori dai cancelli, nonostante siano esauriti i biglietti, ci si unisce al coro.

La musica di Jovanotti fa il giro di tutta Sarzana. «Esprimete un desiderio» continua a chiedere. «Io vorrei che mi suonasse “Bella vita”» confida Duccio, 8 anni, impugnando la bandierina in cui è scritto “Ora 2011”. Poi è la volta di “Io danzo”, “L’ombelico del mondo”, “Ciao mamma”. “Guarda come mi diverto”: gli fa eco la folla. E ci si fa sempre più stretti al suono di “Bella”. “Come la mia nonna in una foto da ragazza”: anticipa il pubblico mentre Jovanotti si improvvisa direttore d’orchestra. E, a sorpresa, fuori scaletta “Tanto tanto tanto”, dedicata alla moglie Francesca Valiani.

“Innamorato? Credo. E lei ti ama? A suo modo”: canta tutto d’un fiato. Un mix veloce e inaspettato. Una scaletta che lascia i fan in prima fila sbigottiti. Non se lo aspettavano. “Vorrei che non finisse mai”: qualcuno è ancora a esprimere desideri. E la musica sembra non finire per davvero anche se, a mezzanotte, è quasi ora di rimettersi le scarpe. Il tempo di un’ultima canzone, “Bella vita”. E per qualcun altro, il desiderio, è stato esaudito. Almeno, fino al prossimo concerto.

fonte: ilsecoloxix.it