Cava dei Tirreni 16/07/11

Concerto stile “luna-park”

Quando si esibì ad aprile al Palamaggiò di Castelmorrone, Jovanotti celebrò la sua profonda intesa con la folla in adorazione intonando due classici del pop napoletano: prima le rime dolciastre di “Quanno chiove” di Pino Daniele, poi il forsennato ritmo rap-fusion della “Stop Bajon (primmavera)” di Tullio De Piscopo. Ma erano entrambe sorprese improvvisate, dilatando qua e là il set acustico in cui inanella storiche hit come “Bella” e “Ciao mamma”.

Alla stessa maniera, Lorenzo Cherubini – questo è il vero nome del cantautore che una volta era soltanto un disc jockey – delizierà i fan che dalle 21 lo aspettano allo stadio Simonetta Lamberti di Cava de´ Tirreni dove sosta la tournée estiva di “Ora”, il suo ultimo album. Dal vivo, il progetto discografico diventa una sorta di ottovolante-luna park che ondeggia tra l’amore e la fantasia, alla ricerca di uno stato di estati che attraversa il gioco, la conoscenza, l´energia che spinge gli uomini verso il futuro. Moltiplicando i corpi e i lineamenti.

Perché all´artista originario di Cortona piace prendersi burla di sé con soluzioni digitali e così grazie a degli speciali software che operano in tempo reale, il suo volto sul megaschermo che riempie il palcoscenico viene filtrato in un supercomputer e i suoi arti diventano una ragnatela fosforescente in cui – contemporaneamente – danza e prova a liberarsi. O, ancora, assumono le sembianze di una carta stellare come punti lontanissimi di un universo immaginario. Al mistero dello spazio, Jovanotti rivolge più di un pensiero, alternando filosofia e poesia. Su tutti, i versi di Giuseppe Ungaretti, che aprono il lento in bianco e nero “Le tasche piene di sassi”, vero manifesto della sua umanità multiforme.

La band del cantautore pompa ritmo come un reattore, grazie al feeling stabilito fra Saturnino, Riccardo Onori, Christian Rigano, Franco Santarnecchi, Gareth Brown e Leo di Angilla. Che poco a poco, anche grazie a originali costumi scenici, diventano personaggi di un concerto che potrebbe davvero somigliare alla striscia di un fumetto. Visto che il primo attore, Lorenzo, alterna smoking e scarpe scintillanti, t-shirt e estrose cinture, pose da sposo e movenze da clown ribelle, che tra palloncini e sgabelli da scampagnata gli consentono di essere credibile sia quando canta “Falla girare” e “Amami”, sia mentre intona “Io danzo”, “L´ombelico del mondo”, “Mi fido di te”, “Tutto l´amore che ho” e “Tanto tanto tanto”.

fonte: La Repubblica – Napoli