Gartenberg “Così porto negli States la nuova musica italiana”

Piero Negri per La Stampa intervista l’impresario italoamericano Mark Gartenberg di MGLimited, da alcuni anni molto attivo per far conoscere negli States le nuova musica italiana.

Sabato, per la prima volta, un nostro artista (Lorenzo Cherubini, per tutti Jovanotti) salirà sul palco del Bonnaroo: «Per la musica italiana negli Usa, sabato comincia la fase 2», dice Mark Gartenberg. «Ora dobbiamo dimostrare che siamo un elemento stabile della scena musicale mondiale, che ci stiamo bene e che vi rimarremo a lungo». Dal 2005 Gartenberg lavora per importare la musica italiana negli Stati Uniti («Un impegno che prende il 20 per cento del mio tempo e l’80 per cento della mia passione»): la presenza di Jovanotti a Bonnaroo è il suo successo più grande. Finora.

«Quello con Jovanotti è stato l’incontro più importante, per me. Due anni fa è venuto a New York per due serate e poi ha deciso di trasferirsi lì per un’estate intera, suonando tre, quattro sere la settimana in locali anche minuscoli. L’idea è stata sua, ed è stata geniale, non solo perché gli ha permesso di essere, due anni dopo, in cartellone al Bonnaroo. Ora capisco che è stato lui a indicarmi la strada giusta, e ora punto su Jovanotti come ambasciatore della musica italiana nel mondo. Mia moglie, che è l’altro cinquanta per cento della mia società, ha lavorato a lungo con Gilberto Gil: lei sostiene che lui e Jovanotti hanno la stessa capacità di comunicare, che sappiano conquistare chi li ascolta nella stessa maniera, con la stessa forza. Non dico che Jovanotti, come Gil, potrebbe diventare un giorno ministro della Cultura, ma… Ecco, diciamo che lo considero un patrimonio nazionale».

«Non c’è dubbio che la diffusione dei social network, che io uso moltissimo per il mio lavoro, abbia cambiato completamente il panorama. Poco fa su Twitter una ragazza di Dallas, Texas commentava: “Wow, Jovanotti a Bonnaroo, ora la mia vita è perfetta”. Quando l’ho letto, ho pensato che far conoscere Jovanotti a una ragazza di Dallas, Texas fino a qualche anno fa sarebbe stato quasi impossibile, e ho capito che stavamo vincendo. Oggi negli Stati Uniti possiamo contare su radio pubbliche come la Npr, che sono molto libere nelle scelte musicali, e infatti hanno intervistato sia Jovanotti sia Vinicio Capossela, e su una generazione di ragazzi molto attenti a quanto accade nel mondo, molto aperti, molto curiosi. E questa è una novità assoluta».