Jovanotti vince il Premio Mogol 2011

Jovanotti vince per la seconda volta il Premio Mogol, dopo esserselo aggiudicato nel 2008 con Fango. Questa la motivazione della giuria:

“Un ricordo rivissuto al presente, un uomo che si rivede bambino davanti alla scuola in attesa della mamma che non potrà più venire a prenderlo, ancora con le sue tasche piene di sassi e con il cuore pieno di smarrimento. Una serie di immagini che è facile veder tremare dietro le lacrime. In questo testo ritroviamo il miglior Jovanotti, vero artista che raggiunge spesso i suoi acuti nei ricordi familiari, che sa trasferire a tutti così come li ha vissuti”.

Il premio è stato ritirato da Saturnino (Lorenzo si trova ancora negli Stati Uniti dopo il concerto al festival Bonnaroo) che ha così ringraziato:

le parole nelle canzoni sono importanti ma senza la musica arriverebbero a un millesimo delle persone che invece raggiungono nella forma canzone, che sopravvive nonostante tutto e anzi è sempre più forte.
Per questo lorenzo ha chiesto a me di venire a ritirare questo premio prestigioso, perchè io sono l’altra parte, quella che aiuta le sue parole a diventare emozione.
Lorenzo ora è in america e non è potuto essere qui a ritirare il premio, lo faccio io al suo posto e lo consegnerò nelle sua mani a fine mese quando ci rivedremo per proseguire il tour.

Mi ha detto di leggervi questo:

in questo momento mi trovo in america dove hanno un sacco di cose belle e importanti ma non hanno mogol, quindi noi in italia abbiamo qualcosa che loro ci invidierebbero se traducessero anche solo una frase come “nasce l’esigenza di sfuggirsi per non ferirsi di più”
Ricevere il premio mogol per la seconda volta è come dare il primo bacio per la seconda volta.
Grazie mogol, grazie agli autorevoli giurati, grazie davvero.
Scrivere parole per le canzoni è l’unica parte del mio lavoro che faccio in assoluta solitudine, fin dai tempi in cui scrivevo rap in inglese o i miei primi testi in italiano, sempre cercando di essere fedele alla mia ispirazione. Ogni volta che nasce un testo nuovo, che spesso avviene prima ancora che ci sia una musica, io mi ritrovo a non sapere bene cosa sia successo, il perchè, secondo quale processo.
Non valgono regole per le canzoni, nessuna regola davvero, non serve essere colti e non serve nemmeno essere ignoranti, non serve aver letto un milione di libri e non serve nemmeno non averne letto nessuno.
Si può essere analfabeti e scrivere un pezzo che emoziona e si può essere dei letterati e non riuscirci mai nella vita.
E’ probabile che quello che conta davvero sia lo sguardo sulle cose, possedere e continuare a ricercare uno sguardo poetico sulle cose, che sia in grado di trasformare un fiore di campo in un’emozione, un nastro rosa in un’immagine che racchiude una vita intera.
Per fare questo non ci sono regole, è una cosa che sta nell’ambito della grazia e viene prima del linguaggio, prima ancora delle parole, forse.
Questo non significa che non si debba lavorare per fare un testo, al contrario penso che solo dedicando ogni energia alla ricerca di quella condizione che permette che si aprano le famose “porte della percezione” c’è qualche speranza di successo.
Questa canzone per la quale vengo premiato è nata in 5 minuti. In quei cinque minuti sono stato di nuovo bambino alla prese con l’abbandono, ed era una sensazione forte che stavo vivendo per davvero mentre scrivevo la canzone.
Ricevendo questo premio si compie un piccolo prodigio, il dolore e il senso di abbandono di trasformano in me nel loro opposto, gioia e voglia di condividere con tutti la soddisfazione di fare un mestiere che mi permette di non sentirmi mai davvero solo e abbandonato.
Grazie mogol e grazie a tutti!!!
Godetevi la vita!

La cerimonia di premiazione sarà trasmessa, giovedì 23 giugno, alle ore 22.30, su Rai Uno e in contemporanea su Radio Uno nazionale.