E’ giunta l’”Ora” di Jovanotti. Con lui una tribù che balla
fonte: Gazzetta di Parma
Guarda il PalaCassa come si diverte!
La barba da uomo maturo incornicia i dolcissimi lineamenti da eterno ragazzo: «con le tasche piene di sassi, le scarpe piene di passi, la faccia piena di schiaffi e il cuore pieno di battiti…», l’emozionale, struggente e bellissima canzone che Jovanotti ha dedicato alla madre Viola recentemente scomparsa. C’era una folla intera ieri al Palacassa in attesa dell’ultimo lavoro di Lorenzo Cherubini: febbrile, urgente come il suo album «Ora», perché come diceva un suo collega «la vita è adesso» e non si può attendere..
«Questo è il nostro tempo, in questo momento ci giochiamo tutto: è ora di lanciare la sfida», ha detto il nostro amato Jovanotti che ha regalato al pubblico parmigiano un concerto decisamente spettacolare con effetti multimediali che riempiono lo sfondo, creando un’atmosfera particolarissima che danno l’immagine di un Lorenzo più moderno e all’avanguardia che mai (non a caso le immagini dell’album sono curate da Maurizio Cattelan). Vestito di blu, con scarpe da ginnastica, cravatta rosso passione e un sorriso che si rivolge all’anima, è entrato in scena con il suo incedere atletico con un una canzone che parla di sogni, «Megamix» («E’ questa la vita che sognavo da bambino..»), tra gli applausi e le grida dei tantissimi fans: tra le prime file sventolava una bandiera rossa…«Grazie per l’accoglienza… molti di voi li conosco, grazie davvero…», ha ribadito con gioia: tra le facce già viste, il suo mentore, Claudio Cecchetto. E poi ancora una vera e propria esplosione di musica con i brani di questo bellissimo disco, da «Il più grande spettacolo del mondo dopo il big bang» a «Tutto l’amore che ho»; dall’emozionale «L’elemento umano», nella quale esprime tutta la sua più accesa visione globale del mondo, a «Ora» e poi ancora «La bella vita», «Quando sarò vecchio», «Io danzo», «Spingo il tempo al massimo». Per ultima citiamo ancora uno dei brani più belli «Le tasche piene di sassi», tra le lacrime di chi ha provato lo stesso amore materno. Moltissimi l’amore e la riconoscenza da parte di un pubblico emozionato e profondamente grato a questo ragazzo che da «Gimme five» ha saputo intraprendere un percorso umano e artistico come pochi: sempre diverso pur restando fedele a se stesso. Tantissime le cose da dire di «Ora», alcune subito palpabili altre percettibili forse con il tempo così avvolti, travolti dal grandissimo sound: che non è propriamente dance, o meglio, non è soltanto dance… ma elettronico sì, con diverse sfumature dei suoni sintetici al totale servizio delle canzoni: c’è un po’ di apocalisse e un po’ di Topolino in questo disco, come canta il nostro ex ragazzo fortunato di Cortona (classe 1966): l’apocalisse sono i suoni, ora incalzanti, ora più rilassanti, ma comunque mai banali; Topolino è la melodia a cui non rinuncia mai. Non potevano mancare i brani del passato, da «A te» a «Fango», «Penso positivo», «Come musica», «Gente della notte», «Piove», «Ciao mamma».
Accompagnato dal fidato compagno di musica (al basso) Saturnino, Jovanotti con una straordinaria forma fisica ha tenuto il palco per due ore strappando emozioni a più generazioni: lui, eterno ragazzo «con le tasche piene di sassi, la faccia piena di schiaffi, le scarpe piene di sassi,il cuore pieno di battiti e gli occhi pieni di te».
fonte: Gazzetta di Parma