Fiera Brixia Expo – Brescia 24/05/11

“Ora Jova Tour”, il 24 maggio alla Fiera di Brescia arriva Lorenzo

Avrà pure “le tasche piene di sassi”, come dice il suo ultimo singolo, ma continua a volare in vetta alle classifiche. Lorenzo Cherubini, in arte Jovanotti, sarà a Fiera Brixia Expo martedì 24 maggio con il suo “Ora Jova Tour”.
Chi vorrà vederlo il 24 maggio dovrà pagare 51 euro e 50 centesimi per assicurarsi un posto in tribuna centrale o laterale, 46 euro per sedersi in tribuna alta centrale e 34 euro e 50 per accedere al parterre in piedi. Inizio del concerto previsto per le 21.

A settembre Jovanotti compirà 45 anni, ma il suo spirito sembra lo stesso di quando, cappellino in testa, diceva di “pensare positivo”. Certo, tra il rap spensierato degli inizi e la malinconia di alcune canzoni recenti c’è una bella differenza, ma il denominatore comune è lo stesso: l’entusiasmo di un cantautore generoso che da più di vent’anni riempie gli stadi, i palazzetti e le arene di tutta Italia.

fonte: Il Giorno – Brescia

È arrivata l’«Ora» del grande show di Jovanotti

Il ciclone Jovanotti travolge la Leonessa: ed il «point break» è previsto per questa sera alle 21, sul palco della Fiera di Brescia, dove farà tappa l«Ora tour», spettacolo che sta raccogliendo trionfi ormai da più di un mese nelle più importanti città italiane. Si prevede un pubblico da grandi occasioni, considerato l’andamento delle prevendite, ma per i ritardatari il Cipiesse comunica che i biglietti alle casse (apertura ore 19) non mancheranno: da ricordare che i tagliandi acquistati stasera costano 54 euro (tribuna centrale e laterale), 48 euro (tribuna centrale alta) e 37 euro (parterre in piedi).
In città si registra quindi un clima d’attesa alle stelle per quello che da più parti è stato definito come un concerto-evento assolutamente da non perdere: un mix ad alto tasso spettacolare di musica, tecnologia, immagini e sperimentazione che ha debuttato lo scorso 16 aprile a Rimini, e che da allora è partito alla conquista della Penisola, con quattro date sold out a Milano dall’11 al 14 e un apice come quello bolognese dove Lorenzo Cherubini è stato raggiunto sul palcoscenico da Cesare Cremonini e Luca Carboni.
La parte invernale-primaverile del tour è ormai arrivata agli sgoccioli: dopo Brescia, si replica ancora a Parma e Perugia, poi l’appuntamento è rimandato a luglio con una versione «outdoor» che dominerà le piazze e i festival estivi.
Attenzione anche al supporter: lo show infatti sarà aperto da Le Luci della Centrale Elettrica, alias Vasco Brondi, un poeta del disagio che rappresenta una scelta decisamente inusuale, ma sicuramente coraggiosa.

fonte: Bresciaoggi

Jovanotti, un’«Ora» davvero straordinaria

E’ l’«Ora» di Jovanotti. E la tribù che balla arriva puntuale all’appuntamento. Oltre 7500 spettatori, che tanto al PalaFiera lo spazio non manca.
«E’ questa la vita che sognavo da bambino?», attacca lui dopo il boato di rito che accoglie il buio in sala. Domanda retorica, quella appiccicata all’incipit insidioso della poderosa «Megamix»: perché probabilmente nemmeno la fervida fantasia del giovane Cherubini avrebbe potuto prevedere tutto questo.
La verità è che Lorenzo ha saputo andare oltre ogni aspettativa: sua e nostra. E non parliamo solo dello stupore, in fondo ormai datato, che ci ha accompagnato quando abbiamo scoperto che il dj un po’ cialtrone degli inizi aveva voglia di crescere, di raccontare, di maturare e scoprire cose e realtà nuove. No, parliamo dei progressi recenti, di un album come «Ora» che ha saputo spostare ulteriormente l’asticella facendoci ricredere ancora una volta, costringendoci magari a rivedere le pigre posizioni dalle quali forse eravamo convinti – sbagliando – che ormai anche lui non avesse più a disposizione assi fulminanti nella manica per scompigliare un gioco prevedibile.
INVECE ECCOLO QUI, pronto nuovamente a buttarsi nella mischia armato di un coraggio da leone, di un fiato da atleta olimpionico e di alcune fra le idee più fresche, più belle, più toccanti della sua carriera: «Amami» e «Tutto l’amore che ho», la superlativa «Quando sarò vecchio» e la pura poesia di «Le tasche piene di sassi».
«Siamo qui per festeggiare un fatto semplice, forse scontato ma non banale – ha detto -. Il fatto è che questo è il nostro tempo, e noi ci giochiamo tutto. Il presente è nostro ed è adesso che accadono le cose». E per celebrare, ecco il megamix di ingredienti di questo megashow, spettacolo per gli occhi oltre che per le orecchie, che nel suo intimo è un ulteriore incentivo a rompere schemi e a conquistare nuove frontiere dell’entertainment consapevole: le canzoni, i ritmi, la pioggia di immagini e di messaggi, le parole di Ungaretti e Piero Angela, la suddivisione scenografica del palco, la tecnologia e l’impegno profuso in una tournée ecosostenibile, che riequilibrerà le emissioni prodotte piantando 12 mila alberi in Camerun. L’«Ora Tour» è tutto questo, e molto di più: è lo stato di grazia ad alto tasso energetico di Lorenzo, è la compattezza esemplare di una band al completo servizio della visione del leader, è il passato che ritorna snocciolando i classici immancabili (da «L’ombelico del mondo» a «Ragazzo fortunato» passando per «Mi fido di te»), mentre le «serenate rap» stanno racchiuse in un medley acustico un po’ prolisso che spezza il ritmo ma in compenso fa cantare a squarciagola una platea che incrocia volti e generazioni, genitori e figli.
Ragazzi di oggi e ragazzi di ieri che vogliono esserci anche oggi, per star dentro a queste due ore e mezza di musica senza cali di tensione, con la noia rigorosamente bandita e l’adrenalina a mille: magari non sarà il più grande spettacolo dopo il big bang, ma è sicuramente lo show italiano più coinvolgente da molti anni a questa parte.
Il finale Jovanotti l’ha riservato alle dediche e agli inviti. Poi la canzone «La bella vita», prima di ricordare a tutti di andare a votare per i referendum: «È un segno di libertà. Votate per quello che vi pare, ma fatelo».

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Jovanotti, l’elettronica dell’amore

Non capita spesso di assistere a un concerto così. Un mix, anzi, un «Megamix» – ch’è la traccia con cui Jovanotti ha aperto il suo live alla Fiera di Brescia, davanti a 7mila e 500 spettatori – di colori, grandi canzoni, pulsazioni house, flash elettronici, beat, diluvi di note di basso, ossessioni di cassa e rullante, lacrime di melodia. E immagini.
Un’autentica tempesta, un vulcano, una galassia di immagini, che sono sfrecciate alla velocità della luce sullo schermo alle spalle di Cherubini. E poi una cascata di colori, una scaletta che rasenta la perfezione, un senso e un «culto» della scena che hanno del commovente.

fonte: Giornale di Bresciaqui la fotogallery