PalaEvangelisti – Perugia 22/04/11

Jovanotti fa esplodere il Palaevangelisti: «I love Perugia».

E’ lì, in una nuvola di fumo, l’annuncio di una deflagrazione. ll boato del Palaevangelisti sembra voler accelerare il processo verso l’esplosione. Una lunga esplosione, sempre in crescendo. Per oltre due ore come un inarrestabile ed incontenibile palla di fuoco, Lorenzo Cherubini in arte Jovanotti infiamma il numeroso pubblico presente. Si replica domenica sera. Pantaloni sulle caviglie e consuete calze rigate, le scarpe argentate, quasi a sottolineare la nobiltà di quel palco studiato nei minimi dettagli che, come un molo, entra prepotente nel mare di braccia e di grida pronte ad accoglierlo e sostenerlo senza tregua. Si sente a casa Jovanotti. Lui conosce bene questa città e in diversi momenti sembra volerne sottolineare l’appartenenza e non solo per motivi anagrafici: «Siamo una sola famiglia – dice dal palco – ci si appartiene». E ancora: «I love Perugia».

Mischiato tra le migliaia di fan anche il noto attore perugino Filippo Timi che, molto probabilmente, avrebbe preferito godersi il concerto senza che nessuno sapesse delle sua presenza. Ma Lorenzo è imprevedibile, gli punta l’occhio di bue addosso e lo saluta affettuosamente, come si fa tra veri amici, mostrandogli così riconoscenza e il piacere di averlo lì, tra la sua gente, tra i suoi amici. Un lungo testa a testa con Saturnino , a marcare un legame di sangue che da sempre onora la nostra musica. Lo storico bassista di Jovanotti in abito dorato per l’ennesima volta non si smentisce. E’ lui il motore ed è lui uno dei più grandi musicisti del nostro tempo.

Tutto il repertorio Lorenzo non si risparmia e sfoggia tutto il repertorio più amato. Dai pezzi più energetici come «Megamix», «Safari», «La porta è aperta», «L’elemento umano», «E’ la notte dei desideri», «Mezzo giorno baby», «Ora», «Tutto l’amore che ho» e così via fino a «L’ombelico del mondo». E’ il caso di dire, una valanga di emozioni. Lorenzo dà l’anima e il pubblico puntualmente lo ripaga con tanto calore ed affetto. D’altronde sabato sera si era in tanti a volare dentro l’aria come bollicine, a godersi un raggio di sole.

fonte: umbria24.it

Jovanotti live a Perugia

In un Palaevangelisti pieno che trasudava passione, il buon Jovanotti ha concluso il suo glorioso “Ora tour 2011” che ha riportato dopo alcuni anni il cantante cortonese a Perugia, ovvero, come ha detto lui, nel “cortile di casa”. Lo spostamento forzato a fine maggio delle due date inizialmente programmate per aprile ha fatto sì che gli spettacoli avessero un po’ l’alone di sigla, di benedizione a un disco che ha confermato dopo “Safari” la rivoluzione artistica di Jovanotti: non è un caso da alcuni anni si fa chiamare Lorenzo Jovanotti.

I suoi spettacoli vengono sempre graditi dal pubblico, anche da quel pubblico che di Jovanotti conosce pochissimo o a malapena sa le parole di “Piove”. E’ la sua verve, è il suo abbinare musica e gesti espressivi, è il suo ballo sfrenato continuo, catartico, inarrestabile. E’, soprattutto, la capacità di assimilare alla perfezione in un unico show le due anime dell’artista: il Jovanotti che se potesse starebbe sempre in vacanza, e il Lorenzo che fa commuovere in alcuni brani più recenti. “Commuovere” non nel senso sentimentale del termine, ma nel significato propriamente etimologico: “muovere insieme l’animo del prossimo verso qualcosa”. È bastato un grido (RESTIAMO UMANI!) per dedicare a Vittorio Arrigoni “La notte dei desideri”. È bastata una citazione di Ungaretti sullo schermo per far capire agli spettatori meno attenti che “Le tasche piene di sassi” è scritta in onore di sua madre. Si diceva, uno spettacolo. Escludendo i medley acustici,  quasi tutte le altre 14 canzoni erano accompagnate abilmente dalle immagini del video che consolidavano il significato della musica e anzi spesso aiutavano a esprimere qualcosa che le parole non possono. Davvero suggestive le immagini di Lorenzo piccolino al mare con i suoi, o mentre trascorre le vacanze a Cortona, passate durante “Quando sarò vecchio”. Uno spettacolo eclettico come il suo autore. Che sa cantare di cose serie con il sorriso sulla faccia senza sembrare ridicolo. Che ti piacciono o no i suoi brani, Jovanotti ti trascina.

fonte: ValdichianaOggi.it articolo di: Luca Trippi