ORA, Intervista su VanityFair

Esce domani il nuovo disco di Lorenzo Jovanotti, “ORA”: nove mesi di gestazione per 15 tracce assolutamente dance (25 nell’edizione deluxe) di cui Jova è felicissimo, «come se avessi sedici anni». A Vanity Fair – che gli dedica la copertina in edicola dal 26 gennaio – per la prima volta racconta della madre scomparsa da due mesi, a cui il disco è dedicato.
«Questo disco è impegnato, ma nel senso in cui la musica lo deve essere: nell’intento di far star bene la gente». Lorenzo ricorda che a 14 anni, quando ha cominciato a fare musica, uno degli intenti era «far ridere la mia mamma, sapere che era orgogliosa di me, alleviarle un po’ la sua fatica di dover tirare su quattro figli – e se ci penso adesso che lei non c’è più questa cosa assume un senso ancora più profondo».
Com’è, senza di lei?
«Da quando tre anni fa è morto Umberto, mio fratello», racconta Lorenzo, «mia mamma è morta un po’ anche lei.
Qualcosa è crollato e io mi sono ritrovato ad avere a che fare con una mamma che non era più una mamma, ma un essere ferito, che non riusciva nemmeno più a piangere. Ma adesso, averla persa davvero, mi dà un dolore fisico. Perché anche se non era più lei, c’era fisicamente».

«La andavo a trovare, l’abbracciavo – una cosa che non ho mai fatto da ragazzino – e lei odorava di mamma. Negli ultimi tempi non parlava più, non apriva nemmeno più gli occhi, ma c’era. E io adesso devo fare i conti col fatto che non c’è più ed è una cosa che non ho ancora elaborato. E la cosa più bella che è successa in questi ultimi tempi della sua vita è che lei e il babbo erano ritornati a essere una coppia. Per tanti anni sono stati il babbo e la mamma e basta, ma alla fine sono tornati a essere loro due. Quando la mamma è morta c’era solo lui lì con lei, come i due fidanzati che erano stati. Avrebbero festeggiato 50 anni di matrimonio qualche giorno dopo».