Jovanotti su XL di febbraio

Il numero di febbario di XL (in edicola dal 3 dicembre) dedicherà la copertina a Jovanotti e al suo nuovo album “Ora”.

Sul sito di XL una lunga intervista con Gianni Santoro e una serie di video con cui Lorenzo racconta i brani del nuovo album dal suo studio di Cortona.

«Da qualche anno ho una grande voglia di ballare. Sono stato poco cantautore qui, questo è il disco che avrebbe fatto Gino Latino».

«Non mi frega dove. Ballo a casa, in giardino, da solo. Quando sono a New York mi capita di andare al Terminal 5 a sentire musica, ma in Italia non è possibile, perché non posso contare sull’anonimato. Ma mi piacerebbe molto. Fosse per me andrei tutte le sere a sentire Le luci della centrale elettrica o i Tre allegri ragazzi morti. Li adoro. È un paese sbagliato questo se non finiscono nella top ten. In radio non li passano, ma non capiscono. È roba pop, perché non li mettono?».

«Io devo essere autentico in quello che faccio. E per me oggi vuol dire fare un brano come Il più grande spettacolo dopo il big bang, non brani che parlano di politica. È come il 3d. Senza occhialini le immagini sono separate. Ecco, io devo fare in modo che ascoltandomi indossi gli occhiali, senti che l’immagine si ricompone. Succede con Fibra, con Le luci della centrale elettrica. Sono autentici, anche se in modo diversi. L’autenticità è anche un prodotto, si realizza con cura. Pensa a chi fa Lost, sono dei killer quelli, ma non è autentico quello che fanno? Non è un’opera d’arte Lost? Eppure non parla di politica».

«Negli Usa mi sono divertito troppo a suonare nei piccoli club, senza monitor. Ma il tour che facciamo adesso sarà molto grande, con 150 persone al seguito. Devo tradurre le vecchie cose con un nuovo linguaggio elettronico. Sarà un tour per ballare. Voglio far ballare il pubblico. Se sapessi cantare bene farei il crooner nella vita. Il mio artista preferito oggi è Frank Sinatra. Passo le notti su YouTube a guardare le sue esibizioni».