Jovanotti a TGCom: “Ora” l’ho fatto con amore

A tre anni di distanza da “Safari” che ha venduto oltre 600mila copie, Lorenzo Jovanotti torna con il doppio album “Ora” e 25 brani. “E’ un disco fatto con amore .- spiega a Tgcom – L’ho dedicato a mia mamma, che è scomparsa quest’anno, perché è carico di gioia”. Il tour partirà ad aprile e continuerà per tutto maggio: “Sarà in 4d. Perché ci sono io dal vero”.

“Ora” è sicuramente il disco dell’anno. Un’esplosione dance, electro pop e progressive di notevole fattura grazia anche al produttore Michele Canova. Tra i 25 brani (che non stancano all’ascolto e già questa è una scommessa vinta) spiccano per energia “Amami”, “La notte dei desideri”, “La porta è aperta” (che ha venature anni 80) e “Spingo il tempo al massimo”. Eccezionale crescendo musicale di archi e musica elettronica con “Ora”. C’è anche il sound rock ne “Il Più Grande Spettacolo Dopo Il Big Bang” e l’Africa e la Francia si incontrano in “La Bella vita” con la collaborazione di Amadou & Mariam. Non mancano le ballad struggenti come “Le tasche piene di sassi” e “Un’illusione”.

Un lavoro ricco e creato con attenzione assieme alla band band: Saturnino, Riccardo Onori, Frank Santarnecchi, Christian Rigano, Alex Alessandroni Jr., Gil Oliveira e la supervisione del produttore Michele Canova Iorfida.

“Ora” viene dopo “Safari”, una bella responsabilità. Perché hai detto che è stato “come fare il mio primo disco”?
Uscire da “Safari” che è stato un disco amatissimo da tutti e anche da me, non era affatto semplice. Ma l’ho dimenticato del tutto e se mi chiedessero di cantare una canzone del vecchio repertorio non saprei farlo. Dunque è come se avessi ricominciato.

Per cosa si caratterizza questa nuova fatica discografica?
Ha un suono molto elettronico e l’ho realizzato in una maniera primordiale. Da solo, con le macchine, i campionatori, giradischi, batteri e tastiere. Le canzoni sono state scritte in team ma la realizzazione è stata molto intima al contrario di “Safari” a cui hanno collaborato grandi musicisti di Los Angeles in studi enormi. Qui, invece, ho suonato quasi tutto io con qualche musicista amico che veniva ogni tanto. Abbiamo riprodotto un’aria da cantina ma che avesse una visione spaziale. Avevo la sensazione, ogni volta che entravo in studio a incidere, in realtà di chiudermi in una navicella spaziale per andare in orbita. La musica mi ha aiutato a riconnettermi con il piacere di vivere e con la voglia di ballare. Ho ballato tantissimo durante la realizzazione di questo disco.

Come mai hai dedicato questo disco a tua mamma?
La musica serve a compensare qualcosa. Quest’anno mia mamma è stata molto male e ci ha lasciato. Ho passato tanto tempo con lei a Siena e con la macchina tornavo in studio a Milano. Erano due estremi, due poli opposti che hanno avuto un ruolo importante nella nascita di questo disco. La canzone preferita di mia madre era “What a wonderful world” di Louis Armstrong, ma anche le canzoni di Celentano e la musica festosa. Questa cosa me l’ha trasmessa e volevo fare un disco festoso per lei che sono anche io, io sono lei. C’è molta emozione, voglia di divertirsi e amore in questo disco, non tanto come argomento di una canzone ma come ambiente di una canzone. Questo disco è stato fatto con molto amore da parte mia e da parte di tutto quelli che ci hanno lavorato, che hanno compreso il momento particolare che stavo vivendo e ci hanno messo ancora più impegno.

Il 16 aprile parte da Rimini il “Lorenzo Live 2011 in 4d – Ora in tour”, cosa puoi anticiparci?
Sarà un tour con una tecnologia pazzesca, sono un appassionato di 3d e quando vado al cinema li vedo sempre. Ma il mio tour in 4d vedrà me al centro di tutto, ci lì dal vero davanti ai miei fan (ride, ndr). Sono la quarta dimensione!

fonte: tgcom