Jovanotti risponde ai lettori di Vanity Fair

Jovanotti è stato il primo cantante a partecipare all’iniziativa “Chiedi ai Vip” lanciata dalla pagina facebook del magazine Vanity Fair in cui l’intervista viene fatta con le domande inviate dai partecipanti.

Ecco le risposte ad alcune delle domande più interessanti.

Che cos’è per te l’amore? (Riccardo Orsini)
«Si comincia con le domande semplici, vedo. Non lo so cos’è l’amore come non so cosa è la luce, cos’è un albero, cos’è un sasso, cos’è la vita, perché si muore, perché si nasce, come mai il quadrato costruito sui cateti ecc. ecc. Insomma, non so cosa sia l’amore ma so che esiste, ne ho esperienza. Anzi, forse alla fine è l’unica cosa di cui posso affermare l’esistenza. E, tra tutte le definizioni date nella storia, nessuna supera l’ultimo verso della Divina Commedia: “Amor che move il sole e le altre stelle”».

Se non avessi fatto il musicista, che lavoro avresti fatto? (Mario Ciardiello)
«Il disegnatore di fumetti, l’inviato per qualche giornale di viaggi, il disegnatore di fantasie per camicie, il radiocronista di ciclismo, il pittore, il regista di teatro, il regista di videoclip, il conduttore televisivo, il croupier, il mago, il designer, lo stilista di magliette, il professore di religione alle elementari, l’architetto di parchi giochi, l’inventore di attrazioni per luna park, il barista, quello che traccia i sentieri del Cai, Steve Jobs, il Papa, il pappone, il tiratore scelto, addirittura il cantante. Questi sono esempi di cosa avrei potuto fare».

Quale dei tuoi album definiresti il migliore? E perché? (Riccardo Orsini)
«Non bisogna mai chiedere questo a chi fa gli album. Però, se proprio devo dare una risposta, direi il primo, Jovanotti For President, perché è il primo e grazie al cielo non è il migliore. Non invidio per niente chi ha fatto le sue migliori cose all’inizio. Io le mie cose migliori le devo ancora fare».

Hai sempre raggiunto tutti i tuoi obiettivi o qualcosa ti ha deluso nel corso di questi anni? (Rosita Parisi)
«Ti dirò una cosa forse imbarazzante, ma i miei obiettivi li ho quasi sempre superati. Forse perché non ho mai avuto obiettivi veramente esagerati: io volevo fare il dj e per me quello era il massimo, e mi piace dare tutto me stesso in quello che faccio. Quando lavoro mi ci dedico totalmente e mi piace lavorare solo con gente così, che si dedica totalmente a quello che fa. Non ho obiettivi a lungo termine».

A quale delle tue canzoni sei più affezionato? E perché? (Riccardo Orsini)
«A L’ombelico del mondo, perché ogni volta che c’è scatta la festa: in qualsiasi posto del mondo, quando parte quel pezzo si crea subito una bella atmosfera. Cosa potrei desiderare di più dal mio lavoro? Sapere che la mia musica potrà far ballare qualcuno anche quando io non camminerò più mi fa piacere».

Come va il Mondo? (Mario Ciardiello)
«Penso, credo, ho elementi per poter ritenere che tutto sommato, generalizzando – che non si dovrebbe mai –, il mondo non sia mai andato così bene come oggi e gli elementi a mia disposizione mi fanno pensare che potrà andare ancora meglio in futuro. Credimi, è così».

Sei notoriamente una persona molto calma e riflessiva. Quando ti arrabbi, cosa ti calma? (Rosita Parisi)
«So di dare questa impressione ma non sono nè calmo e nemmeno riflessivo. Chi mi conosce di persona te lo può confermare. Quando mi arrabbio mi calma arrabbiarmi molto fino in fondo senza tralasciare neanche un centimetro del percorso infuocato».

Nel tuo nuovo video i tuoi occhi esprimono rabbia e paura: cosa ti fa rabbia? E cosa paura? (Rosita Parisi)
«Non mi fa paura niente,sono come Clint Eastwood nel Buono, il brutto e il cattivo. A parte gli scehrzi, un pipistrello che entra per sbaglio nella stanza dove mi trovo e non ritrova la finestra per uscire,incrociare un gruppo di energumeni assettati di sangue e armati di machete in una strada senza uscita nel cuore della notte,ecco due cose a caso che mi fanno paura. Mi fa rabbia quando devo rispondere a domande sulle quali sono completamente impreparato, come questa. Non ci sono assoluti nella mia vita, una cosa che oggi mi piace poi magari dopo mi fa rabbia, può succedere».

fonte: vanityfair