Jovanotti show a Girifalco

Arezzo, 26 settembre 2010

Domani compirà 44 anni e l’inaugurazione del Bastione di S.Maria Nuova della Fortezza del Girifalco sembra arrivato come un bel regalo. Lorenzo Cherubini ieri era emozionato e raggiante come un bambino appena entrato al luna park. Sì perché adesso toccherà a lui e all’Associazione Orlando sfruttare questa opportunità per la città di Cortona. «Due anni fa, questo posto era come una grotta, mentre adesso è un luogo bellissimo» esordisce Jovanotti.

Cosa sarà possibile organizzare qui?
«Proporremo dei progetti di formazione e di residenza artistica. In concreto, faremo stages di musica, danza, teatro e ci focalizzeremo soprattutto sulla ricerca di nuove forme artistiche. Inoltre, ospiteremo le prove musicali per grandi tournée, questo è un luogo perfetto per chi si deve concentrare. D’estate, poi, ci potranno essere spettacoli più particolari, l’ambiente è piccolo ed è adatto a dare visibilità a chi fa fatica ad averla».

Ti sei ispirato alle esperienze estive al Signorelli con «La Parrucca di Mozart» e «Rossini»?
«Certo, la formazione mi sta molto a cuore. Io so benissimo quanto sia importante quando si è giovani incontrare persone che ti possano stimolare, ispirare e farti credere che ce la puoi fare. Mi piacerebbe essere utile in questo senso». Un po’ come ha fatto Claudio Cecchetto con lui, viene da pensare.

Ci sarà spazio anche per i ragazzi cortonesi?
«Ovviamente, loro saranno i primi, visto che non dovranno nemmeno dormire fuori casa»..

Allestirete anche una sala prove per gruppi emergenti?
«Non credo che la Fortezza si presti a questo, qui si parla di un progetto più avanzato, noi ci rivolgiamo a chi fa già questo mestiere o lo vuole intraprendere. Metteremo loro a disposizione grandi tecnici del suono, grandi musicisti, che terranno seminari sulla voce e sul corpo (praticamente quello che da anni fa il suo fedele collaboratore Bruno De Franceschi n.d.r.). Per chi ha voglia di fare musica, i posti non mancano. Basta anche una cantina. Anche io sono stato un ’gruppo emergente’,- allora provavo in casa e facevo spazio spostando il divano. E, a dire il vero, nella mia testa, rimango sempre un po’ emergente».

In effetti, alla soglia dei suoi 44 anni, ha l’entusiasmo di un ragazzino, che ha bisogno di confrontarsi con nuove sfide. E oltre alla Fortezza, in questo momento, la sua testa è tutta sul nuovo album, al quale sta lavorando a Milano. Jovanotti ha già messo in cantiere 27 pezzi, che diventeranno una ventina, entro gennaio o al massimo per la prossima primavera. Dopo il successo di Safari, lui stesso confessa che per primo si è chiesto come fare per eguagliarlo. E invece, il gruppo ha lavorato bene. «Dopo quindici dischi, siamo riusciti a creare qualcosa di nuovo. Sono gasato e stupito, questo album è ancora più bello di Safari».

Non sembri però un artista schiavo del successo. Senti un po’ la tensione?
«La sento tantissimo. Ma è il mio lavoro e ci faccio i conti».

E in effetti, quando ammette di avere un po’ di ansia da prestazione, lo fa con un sorriso semplice e disarmante. Il sorriso di un ragazzo di 44 anni, che finora ha saputo sfruttare tutta la sua energia. E’ questa sua limpidezza il regalo più grande.

fonte: La Nazione – Simona Santi Laurini