Boston Herald

testo italiano (traduzione jovazaky)

Alcuni ritnengono Jovanotti la versione italiana di Jay-Z.

Il rapper e cantautore italiano dovrebbe invece essere paragonato a Johnny Cash.

Jovanotti, all’anagrafe Lorenzo Cherubini, ha passato le due ultime decadi ad affermarsi com il più popolare e influente artista della musica italiana.
“Sono 25 anni che faccio musica in Italia”, racconta il rapper da New York, dove si è esibito per il suo primo tour americano. “E’ stato un grande successo. Nell’ultimo anno abbiamo avuto l’opportunità di fare questi piccoli concerti in giro (New York). Per me è molto stimolante perchè è come cominciare da capo.”

Jovanotti, che si esibirà giovedì al Paradise, passato dall’essere caprio espiatorio della critica ad artista più venduto del 2008 quando “Safari” – il suo terzo albun consecutivo ad arrivare al n°1 – ha venduto più di 600.000 copie. Nel frattempo, ha collaborato con artisti differenti del calibro di Bono, Beastie Boys, Michael Franti e Luciano Pavarotti, ma negli Stati UnitiBut in the United States, l’autodidatta Jovanotti sta ricominciando da zero.

“E’ sempre stimolante quando nella vita trovi nuovi obiettivi, nuovi stimoli” dice. “E’ come una seconda giovinezza perchè qui non mi conosce nessuno. Suono in piccoli club. Mi mette in contatto con le origini del mio lavoro, che nasce dal suonare in piccoli posti di fronte a centinaia di persone. Il contatto è così intimo e ravvicinato che lo adoro. Non credo che diventarò una rockstar negli States, ma in questa nuova era di Internet e di musica digitale credo possa essere più facile per un ragazzo come me avere una possibilità qui, fare piccoli concerti ed avere un mercato di nicchia. Ed è esattamente quello che stavo cercando. Sto cercando di divertirmi e di far venire voglia alla gente di venirci a vedere.”

La lingua ovviamente rimane un ostacolo per un rapper italiano che cerca di convincere il pubblico americano, ma Jovanotti crede non sia un ostacolo insormontabile.

“Sono cresciuto ascoltando rap, hip-hop, funk e la musica americana senza comprendere la maggior parte dei testi” dice, “ma lo spirito e il feeling delle canzoni mi era chiaro. Per me è una specie di rivincita il parlare italiano a qualcuno che non comprende il mio linguaggio. Ma credo nell’idea che possano cogliere l’essenza di quello che sto dicendo. La maggior parte delle opere più importanti sono in italiano, per cui non è una questione di linguaggio, è un problema di buona musica.”

Una star del rap di mezza età che entra nella fase successiva della sua carriera, le cui ambizioni sono più musicali che materiali.

“Ho 43 anni” – dichiara – “Se voglio pensare al mondo perfetto vorrebbe dire scrivere alcune buone canzoni e cercare di invecchiare nel miglior modo possibile. Questa è sfida in musica: invecchiare nel modo giusto. Hai due possibilità: o muori o invecchi male. La terza strada è quella di invecchiare bene, come Bruce Springsteen o Johnny Cash. Il mio sogno è di essere come Johnny Cash quando avrò 80 anni. Voglio essere il Johnny Cash italiano.”

testo inglese

Some might call Jovanotti Italy’s version of Jay-Z.

The Italian rapper and songwriter would rather be compared to Johnny Cash.

Jovanotti, real name Lorenzo Cherubini, has spent the last two decades establishing himself as one of the most popular and relevant artists in Italian music.
“In Italy, it’s 25 years in which I do music,” the rapper said from New York, where he was rehearsing for his first American tour. “And it’s a big success. Now in the last year, we took this chance of doing little gigs around (New York). For me, it’s very stimulating because it’s like starting again.”

Jovanotti, who performs at the Paradise on Wednesday, went from being a critical whipping boy to Italy’s best-selling artist in 2008, when “Safari” – his third consecutive No. 1 album – sold more than 600,000 copies. Along the way he’s collaborated with artists as different as Bono, the Beastie Boys, Michael Franti and Luciano Pavarotti. But in the United States, an unfazed Jovanotti is starting from scratch.

“In life it’s always good when you find new goals, new stimulations,” he said. “It’s like a new youth because nobody knows me here. I play in small clubs. It gets me in contact with the origin of my job, which is playing in little places in front of a hundred people. The contact is so close and intimate that I like it. I don’t think I’m going to be a popular rock star in the States, but in this new era with the Internet and digital distribution of music, I think it can be easier for a guy like me to have a face here, to do small gigs and have a small market. And that’s what I’m looking for. I’m looking to have fun and make the people want to come see us.”

Language clearly remains an obstacle for an Italian rapper trying to win American fans. But Jovanotti feels it is not insurmountable.

“I grew up listening to rap, hip-hop, funk and American music and I didn’t understand most of the lyrics,” he said. “But the spirit and the feeling of the songs was clear to me. So for me, it’s like a revenge, to speak Italian to someone who doesn’t understand my language. But I trust the idea that they can get the spirit of what I’m saying. Most of the most important operas are in Italian, so it’s not a question of language, it’s a question of good music.”

A middle-aged rap star entering the next phase of his career, Jovanotti’s ambitions are more musical than material.

“I’m 43 now,” he said. “If I want to think about the perfect world, it would be to write some very good songs and try to get old in the best way I can. This is the challenge in music: getting old in a good way. You have choices: you die, or you get old in a bad way. The third chance is to get old in a good way, like Bruce Springsteen or Johnny Cash. My dream is to be like Johnny Cash when I’m 80. I want to be the Italian Johnny Cash.”