Le vacanze in America di Jovanotti

Il primo tormentone musicale italiano del 2010 è nato la scorsa estate a New York. «Sono andato in uno studio di Brooklyn perché volevo registrare una jam session nella pulizia di una sala di registrazione», ha raccontato Lorenzo “Jovanotti” Cherubini. «Poi, quando mi sono trovato lì, ho cambiato idea e abbiamo buttato giù il pezzo che mi ha chiesto Gabriele Muccino». Il risultato è il singolo «Baciami ancora». Atterrato in heavy rotation il primo gennaio, prepara il terreno all’uscita (a fine mese) dell’omonimo lungometraggio. Trattandosi della colonna sonora ai titoli di coda di un film di Muccino, non poteva che essere una sviolinata senza fine. E il confronto con il pezzo di Carmen Consoli legato al primo episodio («L’ultimo bacio» del 2001) va tutto a svantaggio di Lorenzo. Ma è questione di gusti personali. Il pezzo “gira” bene e si fa ricordare, con tanto di video infarcito di tramonti sulla spiaggia, tavolate di amici e figli piccoli. Più interessante è il nuovo doppio cd di Jovanotti, anch’esso nato durante l’estate newyorkese. Certo, a giudicare dal titolo sembra di essere tornati ai tempi di «ciao mamma guarda come mi diverto». Eppure «Oyeah» rappresenta il lancio in grande stile di un maturo Lorenzo Cherubini negli States. Prodotto dalla label statunitense Verve Forecast e distribuito anche in Germania, Austria, Svizzera e Francia (ma si trova d’importazione anche in Italia), questo «biglietto da visita musicale» raccoglie live, bootleg e una manciata di divertissment di studio. Il primo disco fotografa i concerti tenuti nei club della Grande Mela insieme all’ensemble “meticcia” Soleluna Ny Lab. Performance «dove i pezzi sono gli spunti di partenza per creare qualcosa di diverso», con un approccio «funky jazz da jam session». Sfilano così e si fondono l’un l’altro brani come «Safari», «Falla girare» e «Penso positivo». Pezzi adatti a essere «suonati sempre in modo nuovo – ha raccontato Lorenzo. – Quello che conta è l’energia». In effetti, di energia in questi live ce n’è parecchia. Complici arrangiamenti che esaltano la sezione ritmica, “tribale” e impulsiva dei brani. Il secondo disco contiene invece quattro cover realizzate durante le session di «Baciami ancora». Ci sono «Buonasera signorina» di Fred Buscaglione, «Staying alive» dei Bee Gees e «Lontano lontano» di Luigi Tenco. C’è addirittura una irrefrenabile versione samba dell’«Adagio» di Albinoni. Le quattro restanti tracce del disco sono riservate a bootleg “rubati” dai concerti. Insomma, un ibrido live-studio, cui è legato pure un documentario in dvd, che possiede una genuinità rara. Una dote che Jovanotti è riuscito a portarsi dietro fin dagli esordi, al di là degli altalenanti intenti cantautorali. È questo il motivo per cui «Oyeah» ben potrebbe prendere posto tra gli album “ufficiali” del musicista, 17esimo di una sfilza iniziata nel 1988 con «Jovanotti for president» e proseguita fino al successone di «Safari» che, a due anni dall’uscita, ha sfornato sei singoli. L’ultimo dei quali, «Punto», è uscito a maggio.

fonte: ilsole24ore