Mozart spiegato ai bambini con l’aiuto di Jovanotti

parrucca1Dopo l’Orlando di Haendel, la stagione OperaInCanto 2009 ci ha riservato un’altra lieta sorpresa, proponendoci, per il progetto OperaScuola, ‘La parrucca di Mozart’ un’opera per ragazzi costruita su un libretto di Lorenzo Cherubini, meglio conosciuto come Jovanotti e la musica di Bruno de Franceschi.

La composizione propone agli spettatori un percorso ideato come una sequenza di scene che riguardano alcuni aspetti della personalità del grande Mozart, attraverso i rapporti con i famigliari e gli incontri fatti durante la sua vita. Abbiamo seguito così Wolfgang nel suo affetto per la sorella Nannarella e la mamma, a cui scrive da Parigi e Londra le lettere in cui si firma il cavalier coda di porco.

Poi l’incontro con Padre Martini interpretato da un adulto (Claudio Tosi) che ci ha parlato del Contrappunto, argomento, di solito, non particolarmente accattivante per i ragazzi, svelandoci il divertente gioco di suoni che genera dopo tutta la fatica per apprenderlo. Il tono della narrazione è stato sempre scorrevole e leggero, soprattutto nel rapporto inquietante con il padre, interpretato dall’altro attore adulto, (Andrea De Luca) a cui Mozart chiede ripetutamente ed inutilmente al di là del suo straordinario talento ‘ma mi vuoi bene ?’

Il testo di Jovanotti allude poi, con arguzia, alla coprolalia del musicista nella deliziosa scena delle cacche nei vasi e delle caccole, un modo di parlare famigliare ai giochi verbali di bimbi e ragazzi. Sono anche divertenti ed allusivi gli scambi verbali con giochi di parole che alludono alle situazioni emotive attraverso immagini comprensibili e coinvolgenti anche per i ragazzi soprattutto nell’ultimo decisivo ed emozionante incontro con la morte.

La musica è in armonia con il testo e lo stile di base fa pensare al Musical: ci sono canzoni e c’è il Rap caro all’autore del libretto bravissimi i ragazzi nel canto e nell’interpretare i vari personaggi e divenire a turno Mozart passandosi appunto la parrucca.

Gli altri interpreti erano i bambini Lorenzo Gentili, Giulio Negri, Elisa Tronti, Pietro Galvani, Alvise Baia Curioni a turno, a seconda di chi indossava la parrucca nella parte di Mozart, poi Melissa D’Anna (Nannarella), Andrea De Luca (L’Imperatore) e poi la Morte Roberta Piferi.

La regia è stata curata dallo stesso compositore Bruno de Franceschi con le scene di Francesco Trecci ed i costumi di Amarilli Soriente mentre Fabio Maestri ha diretto l’Ensemble InCanto.

Per quanto riguarda l’esecuzione si è riveltata totalmente in linea con lo spirito del libretto e della musica con una ideale fusione tra tutti gli elementi costitutivi ad iniziare dalla direzione d’orchestra per finire a tutti gli interpreti già citati, ognuno dei quali ha interpretato con grande impegno, serietà e dedizione la propria parte.

E’ un’opera che assolve felicemente anche ad un compito educativo sia perchè introduce i ragazzi alla comprensione di un genio poliedrico come Mozart, ma anche, perchè aiuta i giovani a capire che lo spettacolo non è da identificarsi esclusivamente con la televisione che, purtroppo, ha rovinato il gusto estetico e critico di tutto il pubblico, facendo capire ai ragazzi in sala che esiste un’alternativa possibile ed a portata di mano.

Claudio Listanti
voceditalia.it