Jovanotti dj fa ballare Ferrara

jovanotti ferraraNon doveva trattarsi di un concerto, bensì di un dj set. Ma quello che Jovanotti ha offerto al pubblico di Internazionale dal palco di piazza Municipale è stato uno spettacolo vario ed eterogeneo dove si sono mescolati brani dance scelti dall’arista, alle esibizioni canore di Lorenzo con molti dei suoi successi arrangiati e improvvisati su ritmi veloci, nuove sonorità e il coinvolgimento diretto degli spettatori.

Così erano almeno più di un migliaio i giovani che affollavano ieri sera la piazza, accalcati sotto il palco, ancor prima che Jovanotti entrasse in scena, accompagnato da una band di 3 elementi, tra i quali l’inseparabile Saturnino al basso.

La presentazione è breve, ma incisiva. Il cantante saluta i fan con la solita spontaneità, precisando “sono felicissimo di essere a Ferrara per il Festival, perché sono un grande fan da sempre di Internazionale”.

Se l’avvio è stato soft, con la scelta di sonorità etniche, tribali e underground, l’artista ha iniziato a scaldare la piazza con Could you be loved di Bob Marley, accolta da un vero boato, e facendo poi girare i dischi dei grandi della musica internazionale, da James Brown a The Cure, Beach Boys, Lou Reed, Prodigy e Michael Jackson.

In mezzo i pezzi simbolo della sua pluriennale carriera, a cominciare da Give Me Five, che lo lanciò alla fine degli anni ’80 poco dopo il suo esordio su Radio DeeJay.

Naturalmente non potevano mancare brani come L’ombelico del mondo, Penso positivo, Non m’annoio, Una tribù che balla, fino ai successi degli ultimi album da tanto3 a Safari. Jovanotti si lascia andare muovendosi e ballando sui ritmi che ama.

Dopo l’uscita della band, rimane solo sul palco per l’epilogo della sua esibizione, offrendo un’ultima sequenza mixata che regala al pubblico canzoni che hanno segnato epoche come Rock the Casbah dei Clash, Smells like teen spirit dei Nirvana e Roadhouse blues dei Doors.
fonte: www.estense.com