Intervista alla NPR (trascrizione)

Trascrizione dell’intervista di Jovanotti alla NPR di New York durante il programma “All things considered” del 2 agosto 2009 condotto da Guy Raz.

razRaz: Loro ci hanno dato la pizza, noi gli abbiamo dato l’hip-hop. Ed ecco cosa ci ha fatto un superstar italiana!

[Penso positivo]

Raz: Ecco a voi Jovanotti. In Italia non ha uguali, è senza dubbio la più famosa pop star prodotta negli ultimi anni. La rivista “Time Out” ha paragonato la sua popolarità in Italia a quella di Bruce Springsteen. Per tutto il mese di Luglio Jovanotti ha suonato in piccoli club di New York City dove la sua base di fan è, per modo di dire, più limitata.

Il vero nome di Jovanotti è Lorenzo Cherubini, e ci ha raggiunto negli studi newyorkesi della NPR.
Benvenuto allo show.

Jovanotti: Ciao, grazie. Grazie per avermi invitato. Sono molto felice di essere qui, grazie.

Raz: Siamo felici di averti qui. Perchè ci hai messo tutto questo tempo prima di venire a suonare negli Stati Uniti?

Jovanotti: Sono venuto quando ho avuto a disposizione un pò di tempo e di sviluppare una specie di relazione con la piccola audience che potevo immaginare di avere qui. E così per me è stato come una specie di laboratorio, una specie di officina che ho voluto fare per tornare alle radici del mio lavoro.

Io sono un musicista. Mi piace fare musica. E la musica parte da una piccola stanza, con alcune persone che vogliono divertirsi e provare emozioni profonde.

Raz: Ascoltiamo un piccolo estratto da uno di questi concerti. Questo è dal Joe’ Pub, un club in New York, e il pezzo si intitola “Tanto Tanto Tanto.”

[Tanto3]

Raz: Lasciami leggere la traduzione in inglese di quello che canti: “C’è una febbre che ti fa guarire. Ci sta un silenzio che si fa’ sentire. Il DNA è lungo più dell’equatore. C’è uno spirito anche dentro ad un motore..”  Hip-hop italiano…

Jovanotti: Sai che non ascolto mai i miei concerti dal vivo? E’ grande. Mi piace.

Raz: E’ stato strano fare della musica hip-hop nella città in cui l’hip-hop è nato, a New York City?

Jovanotti: Sai, è stata una grande cosa. Qui ho scoperto la musica, e forse qui ho anche scoperto di essere un uomo, attraverso l’hip-hop, quando ero pischello. Ho ascoltato la musica che veniva da qui, come Afrika Bambaataa, the Zulu Nation, Grandmaster Flash… per me è stato come una specie di epifania musicale, sai?

Venire qui a suonare – lo dico sempre – è come per un prete americano andare in Vaticano.

Raz: In vaticano!

Jovanotti: E’ qualcosa di simile. Vai in Vaticano e riscopri dove tutto ha avuto inizio.

[Tanto3]

Jovanotti: Vado in giro per New York e mi sento veramente a casa. E’ come se il mio spirito appartenesse a questa città e questa città appartenesse in qualche modo alla mia famiglia perchè mio padre lavorava in Vaticano. Ha lavorato in Vaticano per 50 anni e era solito venire qui quando ero piccolo, per San Patrizio.

Raz: Alla cattedrale di San Patrizio.

Jovanotti: Si, alla cattedrale. Veniva qui. Una volta è ritornato con dei film in Super 8 mostrandoci New York. E così New York è entrata nella mia famiglia da quando ero bambino. E come tu sai, è molto facile amare New York. Tutti amano New York e tutti vorrebbero essere qui.

Raz: Pensavo che tutti amassero Roma.

Jovanotti: Si è vero, ma… (risata) …è diverso, non credi? A Roma ogni cosa è legata al passato, mentre questa città si chiama New York, capisci? In Europa non abbiamo nessuna città che si chiami New… e per un ragazzo questo mondo, il nuovo mondo, influenza la vita, la sua visione della vita.

Raz: Sembra che l’hip-hop in italiano riesca molto bene! (risata) Puoi spiegarci cos’ha la lingua italiana che la fa suonare così ritmica e musicale?

Jovanotti: E’ strano perchè quando ho cominciato a fare rap in italiano suonava molto strano, e le case discografiche lo rifiutavano. L’inglese è una lingua perfetta per la scrittura mentre la nostra lingua sembra casa, amore, figlio, famiglia, tempo, amore…

Raz: Ci sono le vocali alla fine della parola.

Jovanotti: Si. Ed è molto agevole per la melodia, specialmente per le lunghe melodie, come l’opera. Di fatto, le grandi melodie vengono facilmente in italiano. Utilizzare questo linguaggio per una musica più ritmica, più sincopata è stato molto più difficile.

[Seranta rap]

Jovanotti: In realità il mio primo album è stato in inglese. Se nel 19° secolo componevi un’opera dovevi farlo in italiano perchè l’italiano era il linguaggio musicale del mondo. Oggigiorno il linguaggio musicale è l’inglese. Se vuoi fare musica pop devi farla in inglese. Quando ho provato a farlo in italiano ho visto che effettivamente funzionava, alla gente piaceva. Sono balzato al numero uno in classifica.

Raz: Il nostro ospite è il cantautore italiano Jovanotti. Ovviamente, la tua musica non è soltanto hip-hop. Negli anni ’90 hai iniziato ad aggiugere alla tua musica sonorità differenti da tutto il mondo. Suoneremo una delle tue canzoni più famose. Questo è “L’ombelico del Mondo.”

[L’ombelico del Mondo]

Raz: “L’ombelico del Mondo”. Mi ricordo che ascoltavo questa canzone quando stavo girando l’Europa nella metà degli anni ’90. Sembra una party-song universale. Ci puoi raccontare cosa riguarda?

(risata)

Jovanotti: E’ una canzone festaiola universale, quindi non riguarda niente. E’ energia. Solo energia. L’ombelico del mondo, il centro del mondo, è dove la vita e l’energia si sprigionano.

Sono tornato da un lungo e bellissiomo viaggio in Africa, nel golfo di Guinea, duranto un paio di mesi, con un grosso zaino, come te. Sono tornato a casa con una prospettiva differente, un orizzonte differente, una prospettiva musicale che volevo sviluppare. Questa canzone è il frutto di quel periodo.

[L’ombelico del Mondo]

Raz: Ovviamente voglio domandarti del tuo ultimo album. Si intitola “Safari”. Sono rimasto colpito da una canzone in particolare, la title-track, “Safari” per la sua energia, e voglio sentirla.

[Safari]

Raz: C’è quasi un’urgenza in questa canzone, mi domando che tipo di feeling hai provato a catturare in questo brano.

Jovanotti: La sensazione più importante che sto cercando di catturare nella mia musica dell’ultimo periodo è una specie di ispirazione, l’energia stessa…

Qualcuno mi chiede cosa volglia comunicare e io rispondo sempre che voglio comunicare la comunicazione. Voglio comunicare la possibilità che hanno gli esseri umani di comunicare l’un l’altro, di condividere idee, sentimenti.

Il mio ultimo album è molto meno politico o sociale di quelli precedenti. E’ più concentrato sugli istinti primari. C’è comunicazione, capisci?

Raz: Hai ricordato che molto della tua produzione è “politica”. C’è una canzone, in particolare una canzone politica, che ti ha procurato problemi o ha urtato la gente?

Jovanotti: Si, c’era una canzone sulla mafia. Coma tu sai, quando hanno ucciso il giudice Falcone per l’Italia è stata una esperinza traumatica, profondamente traumatica. Così ho scritto una canzone intitolata “Cuore”. E questa canzone è ancora usata quando i ragazzi dimostrano contro la mafia.

[Cuore]

Raz: And here’s a rough translation of the song “Cuore.” Thousands of children in the piazza at Palermo to pay tribute to Judge Falcone. They need an answer, and they need protection. They’re tired of the bosses. They cannot stay and watch their gardens burn and every one of their ideals destroyed.

[Cuore]

Raz: La canzone si intitola “Cuore.” E’ del cantante italiano Jovanotti. Sei stato negli U.S.A. per alcuni mesi, tornerai presto in Italia?

Jovanotti: Si, la prossima settimana

Raz: E continuerai a portare in tournee questo album o stai già lavorando ad un nuovo progetto?

Jovanotti: In verità sto sempre lavorando. Ora, quando tornerò in Italia, mi riposerò un pò e poi inizierò a cercare l’ispirazione per scrivere un nuovo album. Non sono il tipo di artista che riesce a scrivere mentre sta lavorando, devo fermarmi e dimenticare. Per questo motivo sono venuto a New York a fare questi concerti perchè mi hanno dato la sensazione di un nuovo atto e comincerò a scrivere da qui.

[Mezzogiorno]

Raz: Lorenzo Cherubini fa i suoi dischi come Jovanotti. Ha appena suonato in due club di New York. Il suo ultimo album si intitola “Safari.” Jovanotti, grazie mille, e torna presto a trovarci.

Jovanotti: Grazie. Grazie

[Mezzogiorno]

Raz: Questo brano si intitola “Mezzogiorno”. Ciao a tutti gli ascoltatori di “All things considered”. Guy Raz, NPR