“Il kamikaze della pace” in dvd

terzaniIl film di Leandro Manfrini e Willy Baggi “Il kamikaze della pace” con la partecipazione di Jovanotti era stato pubblicato in vhs nel 2002 in allegato al libro di Tiziano Terzani “Lettere contro la guerra”.
In questi giorni è stato ripubblicato in edizione dvd.

Il film riporta il ‘pellegrinaggio di pace’ di Terzani. Dopo averne tracciato il cammino ideale attraverso le “Lettere contro la guerra”, Terzani decide di dare voce, sguardo e corpo alle sue parole. Si può dire che il titolo del fim ‘Kamikaze della pace’ sia davvero indovinato. Testimonianza delle semplici idee dell’autore sulla guerra, sul nostro passato, sul futuro, sui rapporti umani, sull’ambiente. Il film ripercorre le tappe della vita di Terzani facendoci riflettere sulla realtà che ci circonda e aiutandoci a capire che un mondo diverso e migliore esiste solo se ognuno di noi lo vuole veramente.

Dal Libro:

Una voce per capire il presente e sperare in un futuro migliore

Questo libro è la prima tappa di un pellegrinaggio di pace. Un pellegrinaggio compiuto da un uomo che, nel corso della sua vita, è stato un cronista coinvolto in prima persona nella realtà che descriveva; un giornalista capace d’individuare per istinto i segni che un determinato avvenimento lascia sul territorio sconfinato della Storia; un narratore con una voce unica, spesso fuori del coro, sempre autentica e piena di comprensione. Un uomo che, prima dell’ 11 settembre 2001, ha sempre avuto una profonda consapevolezza dell’abisso culturale, ideologico, sociale aperto (e spesso ignorato) tra i ‘Occidente in cui è nato e l’Oriente in cui ha vissuto per trent’anni. Un uomo che, dopo l’il settembre 2001, ha capito di non poter più tacere di fronte alla barbarie, all’intolleranza, all’ipocrisia, al conformismo, all’indifferenza.
Tiziano Terzani, con queste «lettere» – da Kabul, Peshawar, Quetta, ma anche da Orsigna, Firenze, Delhi e dal suo « rifugio» sull’Himalaya – comincia un pellegrinaggio che tutti noi dovremmo compiere. Perché non basta comprendere “il dramma del mondo musulmano nel suo confronto con la modernità, il ruolo dell’Islam come ideologia antiglobalizzazione, la necessità da parte dell’Occidente di evitare una guerra di religione”, bisogna soprattutto capire, convincersi, credere che l’unica via d’uscita possibile dall’odio, dalla discriminazione, dal dolore è la non-violenza.

Un brano:
“Ancor più che fuori, le cause della guerra sono dentro di noi. Sono in passioni come il desiderio, la paura, l’insicurezza, l’ingordigia, l’orgoglio, la vanità… Lentamente bisogna liberarcene. Dobbiamo cambiare atteggiamento. Cominciamo a prendere le decisioni che ci riguardano e che riguardano gli altri sulla base di più moralità e meno interesse. Facciamo più quello che è giusto, invece di quel che ci conviene. Educhiamo i figli ad essere onesti, non fùrbi. È il momento di uscire allo scoperto; è il momento d’impegnarsi per i valori in cui si crede. Una civiltà si rafforza con la sua determinazione morale molto più che con nuove armi.”